Le feste sono passate, la voglia di fare la spesa è pochissima, la dispensa è vuota, un argomento per il digiuno? Attutire l’appetito che manifesta un istinto curioso, disponibile, bisognoso di nuovi sapori, affamato di colori. Provo un’ esperienza nuova. La meditazione culinaria, immaginando le strade che mi hanno accompagnata nel mio ultimo percorso vacanziero, nutrirmi dopo aver nutrito, scegliendo luoghi à la carte in modo spontaneo. Inizio anno con un amico speciale al Taranta Caffè , complice la passione per la Puglia, riscaldando i nostri animi, con fave e cicoria, dopo un percorso romantico in Tram a Milano, la pancia evoca un senso di appagata sazietà. Gustosi ricordi in Liguria con Alice, quando il mare d’inverno, agitato suggerisce di cercare un luogo caldo e accogliente, come l’Osteria del Cavolo a Final Ligure, in piena stagione dei carciofi, raffinati assaggi, olive, complicità amorosa tra la cucina e il servizio, ogni ingrediente al posto giusto, dimostra che un piccolo ristorante è capace di fare grandi cose. Siamo tornate il giorno dopo per rivivere il calore dei fornelli è stata un’ottima scelta!

La tisana allo zenzero coccola lo stomaco, stimola a continuare il viaggio meditativo verso grandi mete, il tempio del “cibo”. Joia di Milano, il ricordo si fa intenso, l’appetito tace rievocando gusto per gusto ogni assaggio. L’Enfasi della Natura, i sapori associati e dissociati nella ludicità delle papille che assaporano. I colori che hanno la giusta densità per il palato. I piatti scenografati. La sorpresa capace di esaltare la percezione sensoriale, un suono, un incenso emana una fragranza per accompagnare un dolce di agrumi.

La tisana allo zenzero è finita, apro il melograno e gusto ogni chicco come se fosse cibo divino, con contorno di idelebili ricordi.