Una vita consumata tra rose e follia. Piccola Compagnia della Magnolia in scena allo Spazio Parnaso di Torino

Il 18,19,20 ottobre la compagnia di teatro contemporaneo Piccola Compagnia della Magnolia apre la stagione dello spazio teatrale Parnaso, nato recentemente a Torino nel quartiere Lingotto. In scena Giorgia Cerruti è ZELDA / Vita e Morte di Zelda Fitzgerald, uno spettacolo che da ormai cinque anni la Compagnia porta in tournée in Italia e in Francia.

Con questo lavoro, diretto da Giorgia Cerruti e Davide Giglio (co-autori della drammaturgia originale), Piccola Compagnia della Magnolia approfondisce ulteriormente la propria ricerca teatrale nella sintesi tra ricerca formale e densità emotiva, affidando alla figura controversa di Zelda Sayre Fitzgerald la metafora di un’inesausta ricerca del sublime. Zelda Sayre Fitzgerald, artista poliedrica e moglie dello scrittore Francis Scott Fitzgerald, compose nel 1932 il romanzo autobiografico “Lasciami l’ultimo valzer”. Morì all’età di 48 anni in circostanze oscure nell’incendio dell’ospedale psichiatrico in cui era ricoverata a causa della sua instabilità mentale, dovuta a una grave forma di schizofrenia. Per i suoi atteggiamenti anticonvenzionali e spregiudicati è stata spesso considerata una sorta di proto-femminista. Zelda e Francis Fitzgerald, uniti da una straziante e struggente storia d’amore, sono stati un’icona della nuova “Età del Jazz” in America e successivamente sono diventati un modello per l’Europa, attraversata durante i lunghi ed estenuanti ricoveri di Zelda.

Sull’ultimo giaciglio dell’artista, sola e convalescente per congestione d’idee nel letto di un oscuro ospedale psichiatrico della provincia americana, Giorgia Cerruti ripropone le parole di una Zelda in attesa della morte, a distanza di otto anni da quella del compagno. Da sotto il lenzuolo emergono come rigurgiti dell’anima i simboli di una vita: un pegno d’amore di Scott, carte, lettere, giornali, fotografie. Al pari della Winnie beckettiana, Zelda sopravvive in un atollo di detriti di vita, tenacemente spolverati per inseguire l’ombra di un’ipotetica felicità: entrambe metafora di un mondo che le ha partorite e che ora le inghiotte. E poco importa che quel mondo sia specchio del banale o del sublime quotidiano: un solo brivido di felicità, qualunque esso sia, vale l’intero arco di un’esistenza. Uno spettacolo intimo, poetico e vivo, avvolto da un nauseabondo odore di rose rosa.

Al termine dello spettacolo, segue incontro con la Compagnia.

Piccola Compagnia della Magnolia – 339 8232634 –  pcmteatro@gmail.com