Verdecoprente residenze artistiche e territorio. Vocabolomacchia teatro studio un luogo dove scoprire azione, ricerca e contemporaneo. Si perché sono questi gli aggettivi con cui possiamo definire il loro lavoro. Una realtà che ha fatto del legame con il territorio, la natura e le persone il punto cardine da cui partire per fare cultura. Nasce proprio con questa filosofia di base il progetto Verdecoprente. Abbiamo fatto una chiacchierata con i responsabili per farci raccontare cosa significa per loro lavorare nel mondo della cultura.

Il rapporto tra arte e territorio come si declina per Vocabolomacchia teatro studio? «Il territorio a cui guardiamo è artistico e geografico, culturale e sociale, è il comprensorio Umbro-Amerino, nella provincia di Terni. Allungando lo sguardo verso ovest, si raggiunge il fiume, fino ad accogliere le prime terre laziali della valle del Tevere. E’ qui, ma non solo qui, che da molti anni si muovono piccole preziose isole, fatte di persone che ricercano e si interrogano sul valore sociale della propria azione. Sono singole esperienze indipendenti e talvolta molto distanti tra loro, eppure tutte si nutrono, entrandovi in relazione ciascuna a proprio modo, dello stesso ecosistema naturale, culturale e sociale, dello stesso paesaggio.
Guardando queste realtà fatte di persone e luoghi dove il respiro sembra continuamente cercare e insieme negare lo scambio e la mescolanza, si potrebbe ben disegnare la mappa di un vasto arcipelago, un sistema virtuale che non è mai fermo, ma, continuando a galleggiare, delicatamente e inavvertitamente si sposta, fluttua sui campi e sulle costruzioni, trasportando con sé ogni cosa. Legami e legacci sono spesso invisibili, ma ogni isola compresa in questo arcipelago, ogni parte di questo paesaggio non può essere indifferente all’altra, trovando, in quanto organismo vivo, la propria identità unicamente nella relazione, dinamica come l’acqua che scorre, complessa come il carattere dell’individuo, ricca come il pensiero creativo. L’acqua ci vuole forse riportare verso il mare che migliaia di anni fa lambiva queste terre. Il paesaggio di Verdecoprente è sguardo che si allunga fuori dall’orizzonte deciso dai confini geografici, visione che non si nega di fronte alla realtà di nature violate e sfruttate, ascolto che si concede ai suoni accettando lingue che non conosce. Attraversarlo è forzare i confini, è giocare con un’onda che passa e mette in pericolo il tuo equilibrio, è nuotare fino all’isola più lontana senza sapere per certo come tornare.

In agosto, vari Comuni del comprensorio Amerino, ospiteranno le residenze di 8 compagnie di artisti provenienti da tutt’Italia, proprio nella cornice del progetto Verdecoprente, di cosa si tratta? 
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I paesi coinvolti sono 6: Alviano, Amelia, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecchio. Cuore del progetto sono le residenze creative, sostenute da una rete intercomunale composta da diversi soggetti, pubblici e privati, che, nel rispecchiare una visione sempre più collettiva e partecipata, pone il lavoro degli artisti in residenza al centro di un sistema culturale territoriale, riconoscendo nel processo di creazione artistica non solo un prodotto, ma anche il suo significato di relazione. Ogni forma di contributo e promozione si rivolge alla progettualità, alla produzione e alla ricerca nell’ambito di pratiche performative e narrative in area professionale, legate a progetti di drammaturgia contemporanea a vocazione inter e multidisciplinare, teatro, danza, arti performative, multimediali. Particolare attenzione viene data alle scritture sceniche che si sviluppano fuori dagli edifici teatrali, che si riconoscono nell’attraversamento di più territori e linguaggi espressivi».

Come si svolge l’interazione tra il pubblico e gli artisti? «In continuità con la poetica di Verdecoprente e coerentemente con le risorse sostenibili e peculiari dello specifico contesto, gli artisti selezionati saranno in residenza per circa 15 giorni, nel periodo 23 agosto – 6 settembre, per lavorare sul proprio progetto facendone anche motivo di scambio e confronto con gli artisti e la realtà territoriale che li ospita, fino alla presentazione e restituzione ‘a porte aperte’ del proprio lavoro in progress».

Perché per una compagnia può essere interessate partecipare a Verdecoprente? «La residenza creativa di Verdecoprente si può definire come forma di contributo alla produzione di un progetto artistico, articolata attraverso beni e servizi riservati agli artisti vincitori del bando: alloggio con uso cucina, spazio di lavoro dedicato, comunicazione attraverso i vari media,  rimborso spese,  inserimento nelle attività in programma con le diverse occasioni di scambi e confronti sul territorio che si concludono con il festival».