Martedì 16 e mercoledì 17 aprile la compagnia SuPerGiù Teatro al Foce di Lugano.

Si parla di femminismo, di diritti civici e politici, del mondo degli uomini, della fine del 1800 in Svizzera e della sottile linea percettiva che se sorpassata associava emancipazione a diversità e malattia. Uno spettacolo-studio per dare voce a quello che gli studi sul genere riportano con ricerche, teorie e statistiche. Partiremo da un caso singolare per vivere con la protagonista quello che molte donne sono state e sono chiamate a vivere. È la storia di Emilie Kempin-Spyri. Dalla Svizzera agli Stati Uniti e poi di nuovo in Svizzera. Un viaggio nel viaggio da vivere in 1h30 di sensazioni che portano lo spettatore dal XIX al XXI secolo in un costante e illimitato andare per tornare.

Note di regia C’è la sua storia. E ci sono le nostre. Suoni e immagini ce le fanno vivere e ri-vivere. Lei è Emilie Kempin-Spyri. È stata la prima donna a studiare diritto. È stata la prima giurista. Partendo da un universo fatto di Heidi e precetti protestanti incorniciati in un paesaggio borghese, è riuscita a portare la Svizzera là dove sembrava impossibile. È Emilie Kempin-Spyri che si racconta. Loro son le Emilie che si raccontano. La Emilie intellettuale e che ambisce a un futuro migliore, e quella disillusa, ormai stremata vicina alla follia. Tracce d’archivio, processi ai quali dà risposta, loro registrati, lei vera. Immagini con le quali dialogano, movimenti di volti e spazi dove evocandole, si ritrovano frasi, persone e situazioni che hanno accolto la e le protagoniste. Ciò che le ha aiutate e ostacolate. Entrambe le sue personalità. E poi la fine. Singolare e per questo universale, di chi ha dato tanto, e perdendo tutto ha permesso di trovare il tutto e il niente di sempre.