Simpatici, generosi, eclettici. Questi sono gli uomini e le donne della Special Cup, la manifestazione che ogni anno anima Bellinzona e ci ricorda il valore dell’arte e dello sport nella promozione dell’inclusione sociale. Abbiamo incontrato Franco Luca per farci raccontare come è nata e quali sono le sfide del futuro per l’Associazione Amici di Bellinzona Channel che da diversi anni si occupa dell’evento.

Quali sono gli obiettivi e i progetti di Amici di Bellinzona Channel e come è nata la manifestazione Special CUP&ART«L’Associazione è nata dal basso, un gruppo di Amici si è incontrato e, spinti dall’amore per la propria Città, lo sport, la cultura e la socialità, ha visto la necessità e l’utilità di uno strumento nuovo, che potesse dare voce alla realtà locale. Era il 2008, in pieno boom di internet e all’inizio del fenomeno dei social media. Abbiamo creato in casa il primo sito bellinzonachannel.ch.  Il passo da Bellinzona Channel alla Special Cup&ART è stato breve e nell’autunno dello stesso anno abbiamo dato vita alla prima edizione della manifestazione sportiva a favore dell’inclusione di ragazzi con disabilità intellettiva. Abbiamo convocato sia le squadre d’élite sia dello sport adattato regionali e dato vita a questo torneo di calcio, volley e basket a squadre miste. Il successo e l’innovazione portate dalla prima edizione sono stati tali da non permetterci più di tornare indietro. A grande richiesta abbiamo rinnovato l’appuntamento che hanno dopo anno ha conosciuto una crescita esponenziale. Oggi abbiamo società e squadre che arrivano da tutto il Ticino, dalla Svizzera tedesca e dall’Italia. Hanno partecipato AC Bellinzona, FC Lugano, HCAP, Pallacanestro Bellinzona, Totti Soccer School e personalità del calibro di Kubi Turkylmaz, Gianluca Zambrotta, Inti Pestoni e molti altri volti noti dello sport, dello spettacolo e politica. Il tutto mantenendo sempre ben saldi i principi chiave solidali, inclusivi e benefici della manifestazione ed aggiungendo negli anni diversi appuntamenti artistici».

Perché lo sport e l’arte sono importanti come veicolo di inclusione sociale? «Sport e arte sono di per sé strumenti di comunicazione emozionali ed estetici, non è necessario parlare la stessa lingua per gioire per un gol o un canestro, come pure per emozionarsi ascoltando musica o lasciarsi andare a sonore risate per lo spettacolo di un mimo. Arte e sport sono strumenti inclusivi naturali e fondamentali per la comprensione reciproca, ci mettono sullo stesso piano indipendentemente dalla diversità e peculiarità di ognuno di noi. L’arte e lo sport creano benessere e avvicinano le persone in modo spontaneo e questo binomio era già inscindibile nelle antiche culture egiziana e greca. Noi, nel nostro piccolo, stiamo provando a rivisitare in chiave moderna questi strumenti sociali, facendoli incontrare per fare incontrare le persone, il risultato è spesso incredibilmente vitale!»

Ci raccontate l’esito dell’ultima edizione? «L’ultima edizione tenutasi a marzo è stata ancora una volta un successo senza limiti ne barriere, abbiamo proposto per la prima volta il Kids Day in Piazza del Sole a Bellinzona, con oltre 20 bancarelle di Associazioni, Foyer, attività, giochi, workshop che hanno coinvolto buona parte dei Gruppi e elle Federazioni che lavorano nel campo della disabilità in Ticino. Abbiamo quindi incontrato la popolazione, proponendo una serie di attività,  lavori, musiche, danze e giochi in cui ragazzi e bambini con difficoltà e non si sono divertiti insieme. È stato molto apprezzato anche il primo Café des Signes tenutosi nella Svizzera italiana, in collaborazione con la Federazione Svizzera dei Sordi (FSS), in cui alla buvette del Kids Day era possibile ordinare solo avvalendosi della Lingua dei segni LIS. Un tablet di supporto insegnava come dare seguito alla richiesta di una bibita e a tutte le comunicazioni relative ad una corretta ordinazione al bar.  Gli avventori e il personale erano semplicemente entusiasti di questa esperienza, utilizzata già altrove con successo per avvicinare il mondo delle persone sorde a quello delle persone udenti e alla lingua LIS. La sera si è tenuto quindi, in un teatro sociale gremito, la seconda edizione del cabaret LaRisataCheUnisce, anch’esso integralmente tradotto in lingua dei segni. Domenica 26 marzo il gran finale con la consueta e spettacolare Special Cup»!

Informazioni, foto e video Special Cup&ART al sito bellinzonachannel.ch