Signore, signori e gatti,

il cinema è proprio un mondo di magia. Adoro le comode poltroncine in vellutino rosso… si impelano che è un piacere. Amo il buio della sala, rotto dalla luce soffusa che da inizio alla proiezione. Sbavo davanti ai titoli di testa, osservando il carattere più o meno azzeccato della computer grafica. Mi beo cullato dalla colonna sonora e godo di fronte all’estetica della fotografia!

Questo per dire che lo scorso giovedì sera sono stato al cinema.

Di solito non perdo tempo in recensioni, preferisco crogiolarmi, solo, in riflessioni feline, troppo profonde per voi umani, sulle quali sosto a volte per interi mesi… ma il film visto la scorsa settimana merita un commento.

Di rado i miei baffi vibrano con tanta energia. Ma di fronte all’autostop non hanno smesso un secondo.

Che giubilo di emozioni! Che apoteosi di sapori! Che connubio di pensieri! Mi si son perfino smosse le interiora durate la proiezione della prima a Bellinzona.

Il lungometraggio è stato sapientemente introdotto da video clip e cortometraggi. Delle pillole che hanno accompagnato lo spettatore stimolando l’euforia e il desiderio di vedere di più… poi la tanto attesa sigla iniziale!

Un capolavoro post-contemporaneo con un retrogusto vintage. Tutto si gioca sul non luogo, città che non appena riconosciute son già altrove. Trasformismi, equilibrismo sui trampoli e un pizzico di malizia. L’interpretazione attoriale è volutamente realista, specchio della nostra società, pronta a spiare dal buco della serratura i momenti più intimi di Carlo, ma soprattutto di Dana e Jennifer. Un voyerismo che detta il crescendo del ritmo e del pathos e che ha letteralmente inchiodato il vostro amato gatto alla poltrona.

Un essere voyeur suggerito fin dalla nevicata del 43… ed enfatizzato dalla movenza di camera, sempre attenta ad inquadrare il fulcro del contenuto… ma quante ne guardiamo! Mi son detto… e, soprattutto, come le guardiamo! Tanto che mi è perfino venuta voglia di un bicchiere di latte… perché son estimatore… quasi un somellier

Una malcelata sensualità anche quella del protagonista maschile, che è letteralmente esplosa, svelandosi, durante la scena clou del film e che mi ha fatto arrossire sotto il pelo. Era davvero troppo e ho chiuso gli occhi, per evitare di trascorrere la notte sognando rognoni che non posso permettermi di addentare…

Poi il colpo di scena! Un guizzo! Un’illuminazione. È un thriller alla Sorren…  Storti… Sort…

E capisci che sei di fronte ad un capolavoro! Per monsieur le chat un mai più senza!