Un gatto in lavatrice. Signore, signori e gatti, il vostro affezionato tiene il ritmo. Tiene il ritmo con tutte e quattro le zampe. Tiene il ritmo danzando il passo della vita. E tiene il ritmo sulle note della musica di Charlie Roe & The Washing Machine.

L’arte aiuta a tenere il ritmo, ce lo rende meno stressante, ci regala un ritmo a misura di cuore e questi simpatici ragazzi contribuiscono con la loro musica a scandire il battito di questo territorio. Si sono allegramente accomodati nella mia cuccia per raccontarmi la loro avventura. Si fa portavoce del gruppo lei, Charlie, e io inizio a fare le fusa al suo primo sorriso.

Nel loro ultimo video, Dalila, noto con sommo stupore una star inaspettata. Un collega felino. Parto proprio da questo nodo fondamentale. Chi è il gatto nel video?  Sono geloso e a bruciapelo chiedo anche come è stato assunto e perché non ero a conoscenza di un casting per il ruolo, insinuando, esplicitamente, che esso, il gatto, fosse immanicato. «Il gatto del video si chiama Nemo ed è il mio felino di fiducia. Tralasciando il nome da piccolo pesce, che lo rende però simpatico ed enigmatico, Nemo ha delle ottime credenziali: pelo morbido, lucido e tigrato, ha una certa presenza e sfiora l’obesità solo nel periodo invernale, è un soggetto estremamente indipendente, carismatico e anche molto espressivo. Ha inoltre un discreto successo con le gatte di quartiere. Nonostante queste qualità, ammetto di averlo assunto solo perché fortemente raccomandato e immanicato, praticamente un parente, nessun casting. Spero concorderà sul fatto che la sua interpretazione, in quanto comparsa, è molto naturale, quindi non me ne sono pentita.»

Vorrei poter miagolare allo scandalo, ma di sti tempi un’immanicatura non fa notizia, lo fa certamente di più l’onestà con cui Charlie mi risponde. Quindi ci passo sopra, al gatto rivale, e proseguo con una curiosità che mi porto da tempo. Tra i miei pezzi preferiti c’è senza dubbio Mr.Dead, brano che racconta il continuo suicidarsi di una persona triste e immagino che l’avere una vita sola, anziché sette come il sottoscritto, possa rappresentare uno svantaggio. Un tema profondo. Un ottimo tema per una canzone. «Il protagonista della canzone Mr.Dead, è in effetti un personaggio con delle caratteristiche simili a quelle dei gatti: è misterioso, notturno e anche solitario. Se si buttasse dal terrazzo, anche lui, come un gatto, sopravvivrebbe, o meglio non morirebbe. Questo signore non è però vivo a tutti gli effetti. Nella conta delle vite, lui invece di 7, non ne ha nemmeno una. Possiede solo un’infelice esistenza e aggiungo che, quasi certamente, non atterrerebbe in piedi cadendo dal terrazzo, ma accuserebbe il colpo. Il poveretto è costretto a camminare per l’eternità in una situazione che non gli piace, senza amore. Per uscirne tenta inutilmente il suicidio nei modi più disparati, quando a mio parere dovrebbe solo cambiare le solite modalità e vedere le cose da un altro punto di vista. Insomma per rispondere alla sua domanda, non importa se voi felini avete molte vite: che siano sette, una o nessuna, basta non sprecarle. È senz’altro un tema interessante per una canzone, non sia mai che venga riproposto in altra chiave in futuro.»

Nel caso volessero riaffrontare la questione sarò ben lieto di offrire i miei servigi da esperto, di vite, s’intende. Ma proseguo sul sentiero dell’arte e rifletto sul valore della composizione. Scrivere un pezzo è un’esperienza intima, e ogni artista ha il suo modo di sentire e di fare musica. Ho già incontrato Charlie e so che per lei ed il suo gruppo la melodia, le note, vengono prima delle parole. La vita come un immenso spartito da colorare di punti e chiavi. Un po’ come faccio io nel periodo della gattogna. Ma quale è la melodia della vita culturale ticinese? E il testo di cosa parla? « Sinceramente, non saprei quale tipo di musica, vicina o lontana dal mio genere, potrebbe mai farmi pensare alla vita culturale ticinese in generale. Probabilmente, se ne parlassi, sarebbe da un punto di vista più intimo e personale, legato ad una situazione di tutti i giorni. Nel pezzo People Juice, per esempio, si parla delle frustrazioni di una ragazza che esce la sera o nel weekend, come tanti giovani, ma purtroppo incontra visi vuoti, frasi futili e di circostanza, situazioni dove ognuno parla solo di sè ma non ascolta, dove è difficile trovare uno scambio reale con altre persone. Questo è uno spunto che deriva da un’esperienza personale, avvenuta nel mio piccolo contesto.»

E con questa risposta Charlie si è conquistata la devozione del sottoscritto. Ma sono gatto, una domanda graffiante bisogna pur che la butti la, ed ecco allora che, forte del parere da fine conoscitore di un esperto incontrato non ricordo in quale vita, attacco l’ultimo singolo, che pare un po’ piatto, chiedendo cosa serve a un pezzo per tornare concavo «oh non sapevo avessimo suscitato l’interesse di veri esperti. Non so chi siano, ma comunque in parte concordo. Dalila, rispetto agli altri brani, è stato concepito come brano acustico e solo per una diffusione web. È il primo piccolo esperimento sonoro e compositivo tra Charlie Roe e la band The Washing Machines. Non si è dedicato moltissimo tempo alla produzione per intenderci. Sicuramente per dare rotondità al pezzo serve lavorare maggiormente sui dettagli, sulle sonorità e la produzione e l’architettura dei suoni all’interno del brano, per sostenere quella che, a mio avviso, è un’idea per un pezzo interessante.»

Interessante direi, non è solo l’idea di questo brano, ma tutta la produzione di questa giovane autrice e della sua band e ritenendo me stesso altrettanto interessante azzardo e chiedo se nel prossimo video potrei avere un ruolo. «Nemo potrebbe fare il pelo grosso, quindi dipende se lei, Murakami, si sente pronto ad un tremendo scontro frontale.»

Per ora passo, sono un intellettuale io, quindi pacifista di default, sempre che non mi si tiri la coda. Un ultimo sorriso di Charlie e mi sciolgo in un outing incontrollato. Ebbene si lei è la mia cantante preferita. «Beh non posso che essere molto onorata di essere la sua cantante preferita e che la mia musica sia arrivata dritta alle sue vibrisse. Contraccambio volentieri dicendo che lei, in quanto gatto, è senza dubbio il mio animale preferito, con tanto di dono della parola e modi garbati.»

È ufficiale. Non perderò mai un loro disco. E senza ritegno sono già rotolato a pancia in su. Touchè.

SHARE
Sono Gatto da tutta la vita, giornalista da un giorno e speaker da 5 minuti. Amo sonnecchiare, possibilmente sotto la lavanda in giardino o comodamente adagiato sul lettone. Il punto di vista migliore? A pancia in su...