Un Festival che parla. In un periodo di Festival come questo noi vogliamo tornare a parlare di una manifestazione importante, non solo per il Canton Ticino, ma in generale per tutti. Un Festival che porta in se un concetto fondamentale, quello dell’inclusione. Stiamo parlano di Orme Festival. La sua terza edizione, conclusasi alla fine del mese di maggio scorso, ha fatto fare un importante passo avanti alla cultura integrata e alla parità, poiché è entrato nel circuito nazionale IntegrArt coordinato da Migros-Kulturprozent di Zurigo.

L’evento ha alzato ulteriormente il livello artistico e professionale e ha portato sul nostro territorio compagnie internazionali di teatro e danza. Le quattro compagnie che si sono esibite su tutto l’arco del festival hanno messo in scena i punti principali dell’inclusione, come limitazione e disabilità, scaturendo nel pubblico forti emozioni e interesse sulla tipologia degli spettacoli. Un esempio su tutti lo spettacolo di Stopgap Dance Company proveniente dal Regno Unito, il cui protagonista David Toole è la prova evidente che una disabilità importante, come l’amputazione degli arti inferiori, non influisca sulla danza. «La diffusione delle arti della scena integrata ha piacevolmente sorpreso una parte degli spettatori estranei a questo tipo di spettacoli, invogliandoli a seguirli anche in futuro. La presenza di portatori di andicap arricchisce la cultura artistica facendo nascere combinazioni di emozioni tra abilità diverse» spiega Laura Cantù.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione Teatro Danzabile e diretta  dal regista Emanuel Rosenberg e dall’amministratrice e attrice Laura Coda Cantù, con la Federazione Ticinese Integrazione Andicap (FTIA), ha saputo dar voce anche a coloro che generalmente non possono esprimersi suscitando inoltre una riflessione sul ruolo del teatro nel piccolo universo ticinese. Gli organizzatori, secondo il presidente  della FTIA Sergio Zufferey, hanno trasmesso ai partecipanti di tutte le età  un’energia particolare, permettendo loro di abbandonarsi per farsi catapultare in un universo poetico dove i consueti parametri che definiscono ciò che è normale e ciò che non lo è, perdono significato. Gli artisti invitati, provenienti da Svizzera, Italia, Inghilterra, Germania e Mozambico, attraverso  la loro energia e la loro professionalità, hanno reso possibili viaggi senza tempo con danze, giochi di specchi e luci trascinando chi li osservava da  stati  di esaltazione a momenti di tristezza, permettendo a ognuno di confrontarsi con i propri limiti,  fantasmi  e  desideri.

Un appuntamento che tornerà puntuale nel 2017 a far sognare il pubblico e che riteniamo assolutamente da non perdere.

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