AVAID è una ong Svizzera impegnata in progetti di cooperazione internazionale. Si definisce attenta ai bisogni concreti di un mondo lontano, audace nell’insistere su una causa difficile e appassionata per la dignità dell’essere umano. Abbiamo incontrato Maria Teresa Gatti per farci spiegare meglio in cosa consiste il lavoro di AVAID e in cosa consiste il progetto amici dell’altro mondo.

Ci raccontate chi siete e cosa fate? « AVAID, Association de Volontaires pour l’Aide au Développement, è una ong che fa progetti in Paesi in via di sviluppo, specie a favore dei bambini e delle famiglie in estrema povertà. Ha base a Lugano e gruppi di sostegno in vari cantoni. In pratica è una rete di volontari che si attivano per sostenere persone in situazione di bisogno nel quadro di progetti specifici. Il lavoro sul terreno viene svolto da organizzazioni locali, con le quali AVAID organizza i progetti».

In cosa consiste il vostro progetto: Un’amicizia dell’altro mondo«Il principale progetto di AVAID è il sostegno a distanza, o padrinato, con cui famiglie svizzere sostengono un bambino specifico in Kenya, Haiti e Brasile, in scuole, asili, centri educativi. Questa è l’amicizia dell’altro mondo: un legame tra persone molto lontane che diventano vicine. Dalla Svizzera arriva un aiuto concreto, che per i bambini e le loro famiglie si traduce in uno stimolo a volersi bene e realizzarsi. Il pensiero che nasce è: ma se qualcuno di così lontano pensa a me, allora io valgo! Per le persone in Svizzera è invece un’occasione per conoscere un mondo altro, e anche per apprezzare tutto ciò che di solito diamo per scontato».

Quali sono i vostri obiettivi? E quali i risultati ottenuti ad oggi? «Vorremmo che sempre più famiglie, gruppi, classi, colleghi di lavoro qui in Svizzera scoprissero la bellezza di instaurare un’amicizia dell’altro mondo. E vorremmo aiutare sempre più bambini. In particlare quelli di una baraccopoli in Kenya che aspettano di entrare nella scuola Little Prince, in cui trovano istruzione ma anche cibo e cure,  e i nuovi amici all’asilo Etelvina che vengono da una favela di Belo Horizonte in Brasile. Siamo orgogliosi perché in centinaia, come Terry, Ignatius, Anthony, Happyness sono usciti da una situazione di emarginazione sociale anche grazie al sostegno che ricevono dai nostri progetti».