imagesSi scatenano una miriade di riflessioni, che potrebbero essere aperte e aperte come tante finestre su google, per andare sempre più dentro, sempre più a fondo di temi quali l’identità, la sessualità, la vergogna, il pregiudizio, il luogo comune, la morale sociale, …

Invece parlerò della magia della verità. Perché è qualcosa che mi appartiene, che conosco. Quando racconti te stesso agli altri, un te stesso intimo, e lo racconti non ai tuoi amici più cari, ma a un mondo di sconosciuti, succede qualcosa. Capita che le barriere tra te e loro scompaiano. È un atto di coraggio, capace di muovere gli animi e sconvolgere i binari del pensiero. Chi hai di fronte non ti conosce, non la pensa come te, non ha la tua esperienza, ma ti ascolta, perché è venuto fin lì proprio per questo.

Daniel si è raccontato con semplicità e onestà. Con dolcezza e ironia. Ha parlato ad adulti, con un linguaggio da adulti. E questo arriva alla pancia. Si è messo a nudo e nel farlo ci ha spinti a riflettere non sulle sue scelte, ma sulle nostre. Sul nostro schema di vita, sui nostri principi, sulla nostra ignoranza, sui nostri desideri espressi o inespressi.

La sessualità è ancora un tabù? Lo è solo per la superficialità dell’apparenza. Una superficialità che porta con se un pericolo intrinseco… l’ipocrisia.

Raccontarsi agli altri crea una magia. Fa si che chi ti ascolta, chi per un istante ha passeggiato nella tua vita, entri in relazione con te. Ti guardi con gli stessi occhi con cui guarda un amico. Gli sembra di conoscerti, sviluppa empatia e facendo questo in lui nasce un sentimento fondamentale della vita: il rispetto.

E con rispetto si può parlare di tutto, ci si può relazionare in maniera libera. Daniel ci ha raccontato la libertà.

 THE TRAILER                      CONVERSAZIONE CON ARTISTA

FIT Festival Internazionale di Teatro 2016 – Traumboy – il gioco della verità