Elisa Piffanelli in tre aggettivi è: delicata, fantasiosa, armoniosa. Come la sua musica. Abbiamo incontrato questa musicista per farci raccontare cosa è secondo lei la musica e come entra nelle nostre vite.

Cosa significa per te la musica? «La musica in tre parole per me è: ascolto, comunicazione, meditazione. La musica è nata da un’esigenza, l’esigenza di armonizzare l’ambiente circostante, ovvero l’ambiente familiare tra me stessa e gli altri. In altre parole la musica è un ponte di comunicazione e di relazione. La musica è voglia di esprimermi, di giocare, di essere presente in un ambito ed allo stesso tempo di essere ascoltata. Musica è pertanto anche l’esigenza di avere un ruolo, un ruolo da un lato discreto in grado di rispettare il mio modo di essere, e dall’altro di essere nella capacità relazione con gli altri e con il mondo circostante, ovvero di essere stimolata a seguire il ritmo vitale. Musica è saper collegare le situazioni che si evidenziano nella quotidianità, per poterle gestire in armonioso equilibrio di relazione. Musica è gioco, ovvero la capacità di trasformare elementi  grezzi in un’espressione udibile ed organizzata in grado di comunicare a più persone contemporaneamente. La musica perciò è comunicazione, è la capacità di ascoltare i propri stati d’animo interiori e di saperli esplicitare in un linguaggio codificato, accessibile a tutti. La Musica per me è meditazione, ovvero corrisponde a quell’elemento che quieta il mio animo e lo rende uguale a se stesso in termini di rispetto, di confronto, di ascolto in relazione a tutto quanto ruota intorno a me».

Quali emozioni si possono trasmettere attraverso una melodia? «Melos è il canto, perciò attraverso una melodia si possono trasferire miriadi di emozioni, la melodia è il ponte delle emozioni, generalmente sono emozioni legate al termine Amore che può comprendere la gioia, le dolcezza, lo stupore fino alla disperazione, alla solitudine, all’angoscia…attraverso una melodia si muovono gli animi verso una determinata emozione che racconta chi siamo in quel momento…

Per quale motivo spesso una melodia rimane impressa nella nostra mente? Perché è semplice, è una cosa sola, perciò facile da ricordare ma allo stesso tempo è in grado di attaccarsi a quelle emozioni che riconosciamo come parte di noi, che si esplicano in tantissime sfumature dell’essere e degli stati d’animo che viviamo.. pertanto attraverso una melodia si possono esprimere le emozione di vita».

Il silenzio e il suono. Come si compongono e cosa raccontano? «A questa domanda ho già in parte risposto nelle due domande precedenti, ma potrei ulteriormente dire che sia il silenzio che il suono si compongono nell’essere e raccontano chi siamo, mi soffermerei più volentieri sul come si compongono e come si raccontano. Si raccontano attraverso l’esperienza , attraverso il fare, attraverso gli incontri con quanto viviamo. Quando ci troviamo di fronte al silenzio? In momenti salienti della vita, la morte ad esempio genera silenzio, la vista di un tramonto o di un paesaggio particolarmente suggestivo generano il silenzio, la bellezza di fronte ad un’opera d’arte genera silenzio… perciò il silenzio racconta lo stupore dell’essere di fronte ad una situazione che esprime una condizione umana. Il suono siamo noi, il primo vagito che emettiamo è suono, perciò se dovessi definire suono e silenzio, direi che il suono racconta cosa facciamo, ed il silenzio racconta chi siamo …senz’altro l’uno è complementare all’altro, senza il suono non avvertiremmo il silenzio e senza il silenzio non godremmo del suono… suono e silenzio aprono e chiudono con la stessa lettera s e o , se volessimo giocare con le lettere di inizio che compongono entrambe le parole suono e silenzio aggiungerei che raccontano il SSSSsapere!»

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Sono nata a Lugano ma ho studiato e vissuto a lungo a Siena. Ho unito l’antropologia, la creatività, la mia passione per la comunicazione al mio carattere organizzato… il risultato è #faigirarelacultura.