Territori ’16, il bilancio della quarta edizione del Festival di teatro in spazi urbani – Pubblico in crescita del 14 per cento – Convince la qualità dei 19 spettacoli proposti a Bellinzona dal 12 al 16 luglio.

Si è conclusa ieri, sabato 16 luglio, la quarta edizione di Territori – Festival di teatro in spazi urbani di Bellinzona. Per gli organizzatori, Bellinzona Teatro e Bellinzona Turismo in stretta collaborazione con la Città di Bellinzona, Territori ’16, malgrado la contrazione del budget a seguito delle difficoltà nel reperire finanziamenti sul mercato delle sponsorizzazioni private, ha permesso di ulteriormente consolidare la manifestazione sul piano artistico, organizzativo e della rispondenza del pubblico. Ancora una volta molto apprezzati sono stati il profilo, sempre più chiaro, il rigore formale e tematico e la specificità della proposta.

Durante i cinque giorni di programmazione circa 2’850 persone complessivamente (+ 14% rispetto al 2015) hanno assistito ai 19 spettacoli in programma. Si è riscontrato anche un ulteriore aumento degli accreditati, segnatamente di direttori di importanti teatri e festival e di operatori culturali provenienti da ogni parte della Svizzera e dall’Italia. I Paesi di provenienza degli artisti che hanno partecipato alla quarta edizione  di Territori sono stati dieci (Argentina, Australia, Francia, Iran, Italia, Olanda, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Ucraina), sparsi in quattro continenti, per un festival che è stato dunque più aperto che mai al mondo.

Diversi gli eventi che hanno fatto registrare il tutto esaurito, come “Esodo” di Valentino Mannias, le cinque repliche di “Twilight” di Trickster-p, le due repliche dello spettacolo itinerante “In basso” di Juri Cainero & Onyrikon, due delle quattro repliche di “Drive In” di Moto Perpetuo e le due repliche delle tre performance realizzate nell’ambito del programma CAS in performance dell’Accademia Teatro Dimitri SUPSI di Verscio (“Presence Perfect” di Catharine Cary, “La via” di Elvio Avila e “The Weight of My Blood” di Concha Vidal). Ma molto significativa è stata anche l’ottima rispondenza di pubblico per gli spettacoli “Human” di e con Marco Baliani e Lella Costa in apertura di festival e “Quale vento ti porterà via?” di Seyed Kamaleddin Hashemi: i 150 spettatori che hanno assistito a questo spettacolo iraniano in lingua originale persiana con sopratitoli, assai impegnativo per forma e contenuti, sono per gli organizzatori un segnale molto incoraggiante per il futuro.

Per unanime opinione della critica e del pubblico pure la qualità complessiva della programmazione di Territori ’16 si è rivelata ancora una volta molto alta. Ottimo è in particolare il giudizio dei festivalieri sugli spettacoli “Human” di Marco Baliani e Lella Costa, “Quale vento ti porterà via?” di Seyed Kamaleddin Hashemi, “Twilight” di Trickster-p, “Sortilegi per marito straniero” di Victoria Myronyuk, “Il grande viaggio” di Judith Nab e “In basso” di Juri Cainero & Onyrikon. Nell’insieme il pubblico si è dimostrato sempre curioso, attento e disponibile, frequentando molto bene anche le proposte del pomeriggio e affollando a più riprese le sale nel corso della giornata e fino a tarda ora.

Territori ancora una volta ha permesso incontri stimolanti e produttivi fra gli spettatori, le compagnie e gli operatori culturali giunti a Bellinzona per la quinta edizione. Il Festival di teatro in spazi urbani è stato anche il contesto ideale per presentare e valorizzare quattro debutti di produzioni ticinesi dal format particolare: “Twilight” di Trickster-p, “Drive In” di Moto Perpetuo, “In basso” di Juri Cainero & Onyrikon e il radiodramma “Dada / 14 luglio 1916” di Flavio Stroppini. D’altro canto, il tema scelto quale filo conduttore di Territori ’16, le migrazioni, ha stimolato per la sua bruciante attualità diverse discussioni fra il pubblico e ha dato vita a numerosi incontri spontanei emotivamente molto forti con gli artisti provenienti da ogni parte del mondo e che lo hanno trattato da diversi punti di vista.

Bellinzona si è confermata una città ideale per accogliere questo genere di proposta, soprattutto per la sua conformazione urbanistica. Se Villa dei Cedri e il Teatro di San Biagio hanno ribadito di essere delle ottime location dal grande potenziale, per la prima volta in questa edizione è stato fatto un uso intensivo di Castelgrande, in particolare degli spazi della Sala Arsenale, che hanno pienamente risposto alle aspettative e alle esigenze degli artisti e del pubblico.

Lo staff è già al lavoro sulla programmazione di Territori ’17. Gli organizzatori danno fin da ora appuntamento a Bellinzona fra un anno per la quinta edizione del Festival di teatro in spazi urbani.