StreetScape si sviluppa come una mostra pubblica di Urban Art diffusa nelle piazze e nei cortili della città di Como, a cura di Chiara Canali e Ivan Quaroni, organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Art Company e con il patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Como. Un progetto itinerante che intende riflettere su nuove modalità di interazione tra l’arte contemporanea e il tessuto urbano delle nostre città, che viene rinnovato attraverso l’installazione di opere e sculture di piccole e grandi dimensioni in rapporto con l’estetica dei luoghi. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con gli organizzatori della manifestazione l’Associazione Art Company, che definiscono il progetto innovativo, partecipativo, orizzontale.

Quali sono le aspettative per questo appuntamento dedicato all’arte urbana? StreetScape è un progetto itinerante che intende riflettere su nuove modalità di interazione tra l’arte contemporanea e il tessuto urbano delle nostre città, che viene rinnovato attraverso l’installazione di opere e sculture di piccole e grandi dimensioni in rapporto con l’estetica dei luoghi. Giunto ormai alla terza edizione, il progetto invita ogni anno artisti e Street artists contemporanei emergenti e affermati proprio con l’intenzione di realizzare progetti  espressamente pensati per interagire con piazze e cortili di palazzi storici e musei della città.
L’aspettativa è dunque che la città e i suoi abitanti si lascino sempre più coinvolgere da questa ondata di artisti, che opera una rivoluzione del paesaggio estetico e delle sue forme di comunicazione, anche ricorrendo a modalità Social e partecipative, come per esempio l’azione dello street artist Opiemme che, attraverso una Open Call sui Social media e tra le associazioni di bikers, invita chiunque a portare un lucchetto da aggiungere alla sua opera – una bici incatenata a un palo con catene e lucchetti –  in cambio di una targa “Traffic Kills” appositamente preparata dall’artista, stimolando così coscienza critica nei confronti dell’utilizzo della bicicletta. Oppure di Ivan il poeta di strada, nte e immediato rispetto ad altri contesti di fruizione più istituzionali come teatri e gallerie.

Queste giornate fanno parte della manifestazione ComOn, di che cosa si tratta? ComON è un progetto unico ed esclusivo nato con il supporto di Unindustria Como per contribuire alla diffusione e alla condivisione di “idee creative”, non solo avvicinando i migliori talenti alle aziende del distretto industriale di Como, ma anche promuovendo l’interazione fra realtà imprenditoriali differenti, Università, Scuole di formazione, giovani studenti, professionisti, testimonials e autorità in un laboratorio di formazione e contaminazione permanente. Punta all’Innovazione, fattore strategico fondamentale per la crescita e per lo sviluppo del Distretto produttivo tessile comasco proprio grazie agli stimoli proveniente dagli ambiti della creatività e dell’arte.

Da dove nasce l’esigenza di portare gli artisti a diretto contatto con le città e le industrie? L’obiettivo è da un lato demusealizzare l’arte, di abbattere le barriere i pregiudizi tra cultura “alta” e “bassa”, portando gli artisti contemporanei ad esporre fuori, all’aperto, a diretto contatto con la fruizione dei cittadini, anche di coloro che non frequentano abitualmente gallerie e musei, dall’altra mettere in corto circuito la creatività degli artisti con il contesto dell’impresa, proprio per rafforzare quel legame tra arte, storia, cultura, patrimonio artistico e produttività industriale. Arte e impresa condividono la cultura della progetto, che non dovrebbe mai essere disgiunta da quella del fare, perché l’arte ispira l’impresa e la circolazione di nuove idee, tendenze e stimoli visivi rende più dinamico e proficuo questo rapporto. Gli esempi sono tanti, sia in ambito nazionale che internazionale, anche per quanto riguarda il rapporto arte, moda e industria del tessile. Anche il Distretto produttivo comasco è sensibile a questi temi e investe sulla formazione, sullo scambio e sulla condivisione dell’arte e delle esperienze creative.

Arte urbana, cosa racconta oggi questo linguaggio artistico? L’arte urbana e la Street Art sono oggi forme espressive che possono adattarsi, sovrapporsi e mimetizzassi con gli spazi della città, anche quando non si tratta di interventi diretti sui muri della città, proponendo forme, messaggi e contenuti alternativi a quelli pubblicitari sempre più invadenti all’interno del tessuto urbano. È il caso, per esempio, del lavoro del Collettivo FX realizzato sul telone di un ponteggio, di solito spazio destinato a messaggi pubblicitari, qui diventato tela bianca che ha accolto un wall painting raffigurante enorme ritratto di Bruno Munari, artista e designer che nel 1969 proprio in Piazza Duomo a Como aveva realizzato l’azione urbana “Far vedere l’aria”, nell’ambito della manifestazione collettiva “Campo Urbano. Interventi estetici nella dimensione collettiva urbana” organizzata da Luciano Caramel assieme allo stesso Munari. Ma l’arte urbana è anche un modo per ricollegarsi a modalità di racconto e di narrazione d’arte sacra e popolare, come quella antica dei Madonnari, potente nei contenuti e negli effetti di illusionismo ottico ma effimera nella durata, qui rivitalizzata e rinnovata nella performance  “La vera arte di strada è un atto di fede”, del fumettista, illustratore, designer Massimo Giacon, che sarà interamente realizzata a gessetti come nella tradizione “madonnara”.