Al mercato la verdura è ben esposta, mi  lascio  ispirare, basta con i cavoli. Il banco delle insalate promette bene, sfumature dal giallo verde al rosa delicato, riempio un cestino. Oggi sono insoddisfatta! La Primavera è apparsa non mi sono ancora presa il tempo di salutarla. Ispirata, torno  a casa, cambio le  scarpe e mi avventuro nel bosco.

Il silenzio è avvolgente lo respiro fino in fondo, sto bene  qui, riesco ad ascoltarmi nella semplicità. Mi ero scordata di questo stato. Sembra la terra desideri risvegliarsi, profuma dopo la pioggia, incontro il Buon Enrico, non  si tratta di un signore ma di uno spinacio selvatico, del quale si mangiano le tenere foglie, che raccolgo pazientemente.

Sbadatamente scivolo e calpesto una pianta, subito mi accorgo si tratta dell’aglio orsino, percependone l’odore. Il bosco e generoso raccolgo qualche manciata, penso ad una nuova ricetta: vellutata silente di spinaci aromatizzata con aglio orsino. Continuo la passeggiata vorrei incontrare il Dente di Leone detto anche Tarassaco, non abbiate paura non ruggisce ma è un tipo molto amaro, che si presta molto ad essere assaporato crudo. Lungo il sentiero trovo asparagi selvatici, ne assaggio subito uno. Il mio cestino è colmo e leggero, allungo il passo immaginandomi di portare un infinità di verdi sapori e questa meravigliosa esperienza di raccolta in silenzio, che gusterò insieme ai miei ospiti.