A concludere la manifestazioni di Lugano Città Aperta, giovedì 26 aprile alle ore 20.30 in Sala Teatro LAC un cast di eccezionali interpreti rievocano una pagina poco conosciuta della storia della Seconda Guerra Mondiale: quella del campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia, in Calabria, il più grande dei 48 campi di concentramento istituiti da Mussolini a partire dal 1940, dove transitarono più di 3.000 ebrei stranieri e apolidi, insieme a altri civili stranieri e dissidenti italiani.

Nonostante le condizioni di privazione estrema, ferveva l’attività artistica, tra cui i concerti definiti Bunter Abend (Serata Colorata), vivaci intrattenimenti musicali in una baracca adibita a sala concerti. Una storia eccezionale di cui si sono quasi perse le tracce, che torna a vivere grazie all’imponente lavoro di recupero e ricerca musicale di Raffaele Deluca, musicista e musicologo del Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano e che Viviana Kasam ha trasformato in un travolgente spettacolo. «Ricordare Ferramonti- spiega- è un’opportunità e un monito contro ogni forma di persecuzione, ed anche una denuncia nei confronti di chi sminuisce il carattere persecutorio del fascismo e delle leggi razziali italiane. Ma è anche un modo per rendere omaggio alla forza d’animo, alla creatività, al coraggio di quanti riuscirono a mantenere intatta la dignità, il desiderio di cultura e la forza del sogno, e ricordare le tante persone che si prodigarono per aiutare gli internati».

L’evento è stato promosso dalla Fondazione Federica Spitzer e dalla Città di Lugano nell’ambito del progetto Lugano Città Aperta, nato per ricordare la storica tradizione di accoglienza di Lugano e del Ticino.