Scrittori in giallo. In erba. Navigati. Scrittori che una volta all’anno si ritrovano sulle rive del lago Maggiore per partecipare a Giallo Stresa, un appuntamento speciale dell’omonimo Festival. Un premio letterario che sta crescendo e sta ampliando i suoi orizzonti.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Ambretta Sampietro, organizzatrice della rassegna, che ci spiega «il racconto dei partecipanti al contest, durante la prima edizione, doveva essere ambientato a Stresa, ma successivamente l’ambientazione si è estesa ad altri laghi, quest’anno alcuni racconti erano ambientati a Lugano, Ascona e Locarno». Gli scrittori, grazie alla disponibilità di Franco Forte, direttore editoriale di Giallo Mondadori, si sono contesi la pubblicazione nella famosa collana, toccata al racconto vincitore.

Ambretta continua «L’esperienza è stata molto positiva, ho visto crescere professionalmente alcuni autori, che hanno partecipato come esordienti alla prima edizione e sono approdati a case editrici importanti. Qualcuno ha trovato l’agente letterario e sono nate parecchie interazioni e collaborazioni. Ci si incontra sempre con molto piacere.» Le abbiamo chiesto qual’è il concorrente tipo «non c’è un partecipante tipo, ci sono scrittori affermati, appassionati di scrittura e principianti, tutti si mettono in gioco perché apprezzano l’idea e sono affascinati dai laghi. Anche  l’età è eterogenea, spazia dai diciannove anni di una studentessa universitaria a un signore di ottantacinque anni che ha consegnato i racconti scritti con la macchina da scrivere meccanica. Sono arrivati racconti dal Canton Ticino fino alla Calabria e Sardegna.»

Dal concorso sono nate le antologie, Giallo Lago e Delitti d’acqua dolce, volute per non perdere l’occasione di far conoscere, a un pubblico vasto, le avventure di Giallo Stresa,«il lago ben si presta ad ambientare storie gialle, per la varietà dei colori e del paesaggio. Le acque possono essere azzurre o cupe, a seconda del colore del cielo, e c’è sempre un’aura di mistero. Ci sono investigatori professionisti e improvvisati, carabinieri, spie internazionali, delinquenti incalliti e criminali per caso. Misfatti radicati nel passato e delitti dei giorni nostri. Le antologie sono state molto apprezzate sia dal pubblico locale sia dai turisti, che li amano per la brevità del racconto, uno stile molto apprezzato soprattutto nei paesi non italofoni.» conclude la Sampietro.

Tra i partecipanti a Giallo Stresa si sono fatti notare i ticinesi Manuela Mazzi e Sergio Roic
articolo di Roberta Nicolò