In cerca di una coccola notturna, attraverso i vicoli, le insegne confondono  il vecchio e il nuovo, l’aria di vita si mescola a sensazioni di spontaneità, e se la luce si spegnesse proprio davanti alla pasticceria rinomata, dove andrebbe a finire il mio desiderio di un cioccolatino fondente? Diventerebbe più intenso? Solo un ricordo del passato, per poter evocare quanto sia bello desiderare di assaporare? Oppure svanirebbe?

Blackout tutto si spegne per una frazione di secondi, regna il buio.

Poco dopo l’intensità della luce illumina il mio appetito, a proposito di secondi, corsetti al pesto in trattoria lenta  slow food, atmosfera vivace come il vino della casa e l’antipasto condiviso.

Peccato la rucola è finita per essere il nome di un cane.

Uscendo dalla trattoria l’obiettivo è di camminare lungo il sentiero alla ricerca di nuove gemme d’abete, fiori di robinia, fiori di sambuco da raccogliere delicatamente, per essere adagiate in un cesto di legno. Saranno ingredienti prelibati,per sciroppi, elisir,  infusi benefici,frittelle per appetiti delicati, per giorni freddi . La natura profuma di sole e fiori, quasi potrei chiudere gli occhi e scoprirne l’albero,tanto il sentiero è inebriato.

Il verde è cosi intenso e si distingue di molte tonalità, le felci come l’erba del campo iniziano ad essere alte, mi piace calpestarle senza timore e continuare a passo deciso, lasciandomi sorprendere da questo risveglio, che respiro con il diaframma aperto, sentendo vicina la delicatezza delle foglie di nocciole.