Quel che muove da dentro. Abbiamo incontrato Manola Maiani, artista fiorentina, poliedrica e senza dubbio originale, che si definisce carnosa, lapidaria e risoluta e le abbiamo chiesto di raccontarsi.

Cosa rappresenta per te il corpo e il suo muoversi nello spazio?  Per me il corpo non rappresenta qualcuno o qualcosa, si es pone. L’esposizione per il corpo femminile è qualcosa che è stato subìto come un abito che doveva indossare per forza. Il corpo femminile, per la sua innata bellezza, è stato oggetto ritratto per molto tempo e come non comprenderlo? Niente è più bello della donna. Niente. Ogni poeta l’ha paragonata alla vita stessa, la sua donna o quella che sognava di nascosto, perché neppure aveva il coraggio di avvicinarsi a lei da quanto si sentiva inadatto a quel contatto. Nella donna c’è qualcosa di irraggiungibile; se poi occhi maschili distratti si sono concentrati su attributi evidenti, non mi interessa molto. A me interessa la bellezza della Donna. Di ogni donna come di ogni corpo. Belli. Sono tutti i belli i corpi, li amo molto. In generale sono convinta che non esiste un corpo sbagliato, ogni corpo, il suo unico movimento, ha per me un’attrattiva fulminea, che catalizza ogni mio stato fisico e cerebrale. Niente è più interessante, niente, neppure l’ultima istallazione di Steinar Haga Kristensen, che amo molto. Quel movimento, niente mi appaga più di quello. Ed è lì sempre, non c’è da rincorrere festival o fiere d’arte. Sempre a disposizione. Sono molto fortunata.

Tornando alla domanda, porre quel sè, esporre appunto, è la chiave con cui sento di sottrarmi a quell’occhio esterno che per troppo tempo ha dato il nome a ciò che guardava. Per me è un traguardo che riaffermo ogni giorno. Il movimento, cosa penso del movimento nello spazio? Sono molto severa in questo e me ne dispiaccio sempre molto. Penso che ci sono molti che si muovono e molto pochi che lasciano che il movimento li occupi. E’ un passaggio fondamentale, che ogni volta attraverso e mi spaventa come fosse sempre la prima. Il corpo non mente, è vero, ma lasciarlo parlare fa sempre una paura insensata per noi benpensanti. La tecnica è un presupposto, ma il movimento è un percorso personale di apprendimento, escludendo qualsiasi scopo discorsivo. Il proprio movimento si impone e ti espone e tu puoi seguirlo sapendo di non aver deciso niente di ciò che vedono, niente è grazie a me, sono sicura di questo, o chiuderlo in qualcosa che altri riconoscono e fa sentire te al sicuro. Nulla è anarchico quanto il proprio movimento ed è un’anarchia che porta ad un forte sentimento religioso, l’opposto dell’anarchia. Il reale muoversi lo avverti nella ricchezza del limite che ti impone. Poi ti inginocchi e ringrazi. Piango spesso è qualcosa che mi muove da dentro.

Quali sono le suggestioni che ti spingono a realizzare un lavoro artistico? Non esistono suggestioni in particolare, nel senso che tutto lo è. Infatti è sempre troppo, una valanga di roba ogni giorno. Creare, vivere in maniera artistica è qualcosa che ti capita e non sempre è bello, ogni tanto vorresti sentirti normale e non avere questa necessità urgente. E’ una necessità, non una scelta. L’artista ha delle esigenze espressive che altri non hanno. Abbiamo bisogno di esprimere questa immensa cosa che sentiamo e a cui non riusciremo mai a dare un nome. La cacca, ecco, è semplice, esattamente una impellente necessità come la cacca. Poi se è il tuo lavoro ci metti un’intestazione ma è solo quello. Non lo dico in senso dispregiativo, ho avuto un blocco intestinale per 23 giorni quando organizzai l’installazione collettiva in Piazza Signoria. La cacca è geniale!

Raccontare una storia attraverso la danza, il movimento, cosa significa? Credo di aver già risposto in parte a questa domanda; mi piacciono le storie che si muovono senza significato ma con l’assunto che non esisterebbero senza quello, senza quel movimento scoperto. Cosa significa il movimento? Preferisco la domanda quel’è lo scopo del muoversi. Perché danzare? Il movimento è crescita. Sul mio sito ho scritto nella home page due frasi, obiettivo: fare cultura del corpo in Italia e ambizione: fare lezione a Montecitorio tutte le mattine.
Il movimento ti cambia la testa. Il corpo politico dovrebbe frequentare il movimento del proprio corpo quotidianamente, anche solo per sperare di prendere scelte giuste per il noi, il corpo collettivo. Molti amici artisti mi derisero amorevolmente, per ciò che avevo scritto pensando che volevo fare la simpatica. Ero seria e lo sono, lo penso e lo riaffermo. Il movimento nutre il cervello come tutti i libri del mondo non potrebbero mai fare. E sono una studiosa incallita, secchiona cronica, ma il movimento salva da ciò che il pensiero non scioglie. Non vale solo per chi danza, vale per ogni corpo che respira al mondo, e credo ce ne sia sempre più bisogno. Questo per me è il grande scopo del movimento e per questo do un grande valore all’insegnamento.

SHARE
Sono nata a Lugano ma ho studiato e vissuto a lungo a Siena. Ho unito l'antropologia, la creatività, la mia passione per la comunicazione al mio carattere organizzato... il risultato è #faigirarelacultura.