Il nuovo romanzo del ticinese Patrick Mancini è arrivato nelle librerie della Svizzera italiana. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua grande passione per la scrittura e gli abbiamo chiesto di svelarci, ma non troppo, la trama del suo ultimo Thriller che definisce affascinante, misterioso e assolutamente coinvolgente.

Cosa significa scrivere per te?
È qualcosa che ho dentro sin da piccolo. Leggevo tanti fumetti, tanti libri. Mi sarebbe piaciuto, da grande, raccontare storie. In fondo è questo che mi ha spinto a scrivere due romanzi. Unitamente al fatto di mettermi alla prova, di mettermi in gioco. Nonostante le apparenze, sono una persona piuttosto timida. Pubblicando un romanzo, sfido dunque anche questa mia timidezza.

È il secondo romanzo che trova la via della pubblicazione. Entrambi sono dei Thriller. Cosa ha questa forma narrativa che ti conquista?
Sono affascinato dal mistero. Dai segreti, piccoli o grandi, che ogni persona potrebbe nascondere. I miei sono thriller psicologici. Niente sangue. Si tratta di storie che potrebbero riguardare chiunque. Anche per questo, spesso, i lettori mi dicono di sentirsi molto coinvolti emotivamente. Per me è gratificante, significa che i miei libri lasciano qualcosa a chi li legge. Ho uno stile senza fronzoli, vado subito al sodo. Non ricamo. Capitoli brevi e ritmo serrato. Mi peserebbe annoiare qualcuno.  

Il titolo fa un riferimento storico importante. Come mai?
Manzoni non c’entra nulla e nemmeno il suo noto romanzo. Non mi sarei mai permesso di tirarlo in causa. Mi sono semplicemente chiesto cosa fa una coppia che sta per sposarsi oggi? Spesso sbandiera tutto sui social, banalizzando la vita reale. Da qui il titolo, “#promessisposi – Stavolta tocca a te” con tutte le lettere attaccate e col cancelletto davanti. Siamo diventati schiavi di queste cose. Il social è illusione. Come illusione diventa, a ruota, la nostra vita.

Senza svelarci troppo, ci racconti la trama?
È la vicenda di Alessandro ed Elisa, bellissimi e innamoratissimi. Vorrebbero sposarsi. Ma improvvisamente Elisa inizia a essere seguita da due loschi personaggi. Nel quartiere in cui abitano accadono cose strane. Sempre più strane. Elisa ha un crollo nervoso, viene ricoverata in una clinica. E per Alessandro scatta un’indagine da brividi. Chi minaccia la loro storia, e perché?

Il prossimo romanzo targato Mancini a quando?
Nella vita ci sono tante altre cose belle. Io, ad esempio, ho tanto bisogno di cercare il contatto con la natura, di fare attività all’aria aperta, di fare il bagno nell’acqua gelida del fiume, anche in inverno. Al momento ho già un’idea pazza per un nuovo romanzo. Ma non mi pongo scadenze o pressioni. Adesso cerco di godermi il “qui e ora”.   

Una copertina realizzata appositamente dall’artista Giada Bianchi. Come avete lavorato insieme?
Con Giada c’è stata subito sintonia. Sapevo della sua bravura. E sapevo che sarebbe stata abbastanza folle per produrre una copertina meravigliosa. Ha ricevuto tanti complimenti. E se li merita tutti. Ci conosciamo da anni. Un giorno le ho scritto e le ho chiesto se le andava di collaborare. Le ho passato il testo e lei ha partorito un capolavoro.

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