Raccontare col corpo è qualcosa che arriva da lontano. Prima delle parole, del suono, del tempo, prima di tutto, il corpo, ha raccontato storie. Il movimento ha in se la verità del nostro essere. Esprime quello che a volte la voce non riesce a dire. Te lo leggo in faccia cos’hai?

Raccontare è un’arte. La danza è un’arte. Un’espressione che ti assorbe completamente. Un danzatore è un danzatore sempre, nella vita di tutti i giorni, perché il suo corpo è come un testo che si scrive di continuo senza interrompersi mai. È completamente presente nel suo essere espressione, ogni muscolo, gesto, sguardo. Un danzatore non può distrarsi. Sa emozionare ed emozionarsi, per raccontare una storia che è sempre nuova.

Raccontare con il corpo non è uguale per tutti. Ci vuole il coraggio della verità. Quella verità che il movimento enfatizza. Quella verità che se cerchi di nascondere non ti da la giusta energia. Danzare con la sincerità che scorre libera porta inevitabilmente ad un livello talmente alto, talmente profondo, talmente perfetto e talmente vero che è impossibile non coglierne la differenza.

Pina Bausch sapeva danzare la vita. la sapeva raccontare, sapeva far guardare oltre lo specchio. La sua danza è apoteosi di verità. Un racconto sincero, in cui il corpo è espressione dell’anima.