OffSiteArt/ArtBridge per L’Aquila è un progetto di arte pubblica che si definisce coraggioso, tenace ed innovativo. Claudia Pajewski ci racconta di cosa si tratta.

Come nasce l’idea di Off Site Art ? «Il  progetto  Off  Site Art/ ArtBridge per L’Aquila nasce nel 2013 dalla collaborazione con la no profit americana ArtBridge. L’organizzazione lavora da anni nel campo dell’arte pubblica sulle facciate dei cantieri della Grande Mela, trasformandole in gallerie d’arte en plain air per artisti emergenti. L’idea è stata portare il format di ArtBridge nel capoluogo abruzzese, un contesto completamente diverso, in cui avrebbe assunto nuove forme e significati inesplorati. Un’idea coraggiosa che ha trovato subito l’entusiasmo di singoli professionisti, realtà associative e istituzioni locali aquilane. Dopo un anno e mezzo di lavoro il progetto è cresciuto molto e abbiamo sentito l’esigenza di fondare l’associazione Off Site Art per dare una certa stabilità al progetto e creare una nuova realtà associativa italiana con sede all’Aquila».

Cosa si propone questo progetto? «Abbiamo vari obiettivi. Il  filo conduttore è creare un ponte culturale. L’Aquila ha bisogno di un rilancio  forte, le priorità non sono solo relative alla ricostruzione degli edifici. La strada da percorrere è entrar  in  una rete internazionale artistica, culturale  turistica, di ricerca scientifica. Il progetto regala inoltre un’occasione per visitare il centro storico, che escludendo poche strade è un enorme cantiere edile senza  abitanti. Lavoriamo anche per dare visibilità all’arte emergente, italiana e  internazionale, creando occasioni  lavorative sul territorio, con l’obiettivo di crescere negli anni».   3

Oggi L’Aquila è ancora un cantiere, una ferita aperta per il territorio. OSA come interagisce con istituzioni  e popolazione? «I  progetti di arte pubblica non possono prescindere da un’interazione costante con le istituzioni. Nel nostro caso il Comune, l’Università, Il Gran Sasso Science Institute hanno appoggiato da subito la nascita di Off Site Art/ ArtBridge, cogliendone le potenzialità. Abbiamo ricevuto alcuni finanziamenti da altre istituzioni locali    lavoriamo a stretto contatto con le ditte edili. Sono loro che mettono a disposizione i ponteggi e  installano le gigantografie sulle facciate dei loro cantieri, con la nostra supervisione. Un lavoro complesso dalle difficoltà imprevedibili ma che portiamo avanti con grande passione. Le opere, una volta installate, diventano elementi inconsueti nello skyline del centro storico. Lavorano in modo subliminale, spuntano tra una gru e un edificio a pezzi, creano punti di  domanda nel deserto di una zona rossa in attesa del suo futuro prossimo».