Non ho nulla contro le favole né contro Cenerentola. Anzi. Ma intere generazioni hanno interpretato male questo fatto della scarpetta. E penso sia giusto fare chiarezza.
Quando la fata madrina, che aveva già una certa età, la vestì per il ballo, non si rese conto che le scarpette erano di vetro. E quindi scomodissime. Ed è per questo, del resto, che Cenerentola fece finta di perderle… mica per altro.
Perché in realtà era una donna forte. E le donne forti, si sa, danzano scalze. Lo fanno perché nessuna convenzione, nessuna magia, nessun principe sarà mai più importante della  libertà di essere sé stesse. E lei lo sapeva. Anche se c’è ancora chi vuol farci credere che dobbiamo calzare quelle scarpe, per essere felici.. o per essere donne.
Eh sì. Sono ancora troppi, questi principi buffoni, che all’inizio ci fanno sentire principesse e poi ci rinchiudono in una prigione di vetro, fatta di violenze fisiche o verbali.

Allora l’Associazione Artemuda e Amnesty International Italia ci invitano a riflettere, raccontandoci la storia di 5 donne: innamorate di un principe che diventa bestia e prigioniere di una favola che diventa incubo. 5 donne che danzano scalze. Per ricordarci che senza rispetto non c’è amore. Che l’amore è libertà. E chi ama davvero non ha bisogno di farci calzare dolorose scarpette di vetro.. e danzerà insieme a noi su una musica nuova.

articolo di @babie_babona