Noih! Padre e figlio creativi. Ok, diciamolo. Diventare padre ti sconvolge la vita. Si passa dal pensare solo a se stessi al dedicarsi anima e corpo a un fagottino di pochi chili, inerme, che ha bisogno di te più o meno 24 ore al giorno (a volte 25). Il primo sguardo tra me e mio figlio è stato intenso, mi sono perso nei suoi occhi e non sono mai più riuscito ad uscirne.

Ora Noah ha tre anni e 5 mesi (eh sì, si calcolano ancora i mesi), non starei mai senza di lui. La mattina mi sveglia infatti dolcemente saltando come un giaguaro sopra il mio stomaco a mo’ di schiacciasassi. Ogni giorno andiamo insieme all’asilo parlando di quello che vuole mangiare la sera (è un golosone), e la sera ci addormentiamo molte volte insieme. È la mia vita insomma. Per questo motivo ho deciso di unire l’utile al dilettevole. visto che ogni tanto mi chiede cosa faccio al lavoro, ho cercato di spiegargli che faccio il giornalista ( e qui si è aperto un altro discorso che riprenderò in futuro). Mi sono dunque chiesto: “Perché non spiegare quello che ci circonda, la cronaca di ogni giorno partendo  dalle parole e dai disegni di Noah?”. Da questa idea nasce Noih, perché noi tutti siamo stati in passato dei piccoli Noah.