Noah e la Tonta di da Vinci. Non sapevo decisamente cosa presentare in questo spazio. Le basi sono chiare: Noah e i colori. Ma quali temi proporre, quali??? Vuoto. Poi è proprio la piccola peste che lancia un’idea: «Papinooooo!!! Questa è come la mamma», sostiene mostrandomi una foto della Gioconda. Io rido, la mia compagna incuriosita di avvicina: «Ah, e questa sarebbe la mamma… andiamo bene». Già, ma prendo la palla al balzo. Partirò dalla nota opera vinciana per far scoprire a Noah le bellezze che gli artisti hanno lasciato sul nostro percorso e con le sue parole presentare alcune opere. «Questa è la Gioconda topino, l’ha dipinta Leonardo da Vinci… è questo signore», gli dico indicando il Maestro. Perplessità negli occhi di Noah che comincia con le sue constatazioni: «Ma è Babbo Natale! Era il nonno della GioTonTa (eh sì, proprio così)?». Tento di spostare la sua attenzione su uno dei tantissimi particolari del dipinto: il sorriso. «Maaaa… secondo me sta un pochino male… Anche io quando ho mal di pancia faccio così», e stringe la bocca in una smorfia di pseudo dolore. Come dargli torto, i misteri attorno a questo dipinto hanno fatto venire il mal di pancia a una miriade di studiosi. Ma tant’è. «Noah, ti piace la Gioconda? È bella?», chiedo. «No papino, mi sembra vecchia… come te». Noah ha infine riprodotto il quadro, non l’ho voluto toccare perché lo trovò stupendo nella sua semplicità. E la prossima volta passerà sotto gli occhi vigili di Noah un altro artista, un folle che scioglieva gli orologi.