Coniuga turismo, territorio e cultura. È innovativa, alternativa e piena di immaginazione. Parliamo di IN siTU Arte Turismo & Cultura, realtà palermitana dal sapore di fiaba e del suo narrabosco.

Portare le fiabe, la narrazione nel contesto naturale dei boschi. Perché questa scelta«La scelta nasce dalla volontà di valorizzare un patrimonio naturale inestimabile, la Riserva Naturale Orientata Bosco della Ficuzza, e di farlo con un linguaggio adatto ai piccoli, per i quali le proposte turistiche tradizionali ci apparivano inadeguate. In altre parole ciò che ci ha spinto è stato il desiderio di avvicinare i bambini alla natura, senza rinunciare alla dimensione della fantasia e dell’immaginazione, che per loro costituisce un modo di guardare alla realtà».

Qual è la reazione dei bambini«La reazione dei bambini è quello che ancora oggi ci spinge a continuare. Ogni giorno si ripete la stessa magia: occhi sorpresi e incantati alla vista dei personaggi delle fiabe in carne ed ossa, espressioni di terrore all’arrivo della strega cattiva e urla di gioia dopo l’intervento risolutore del principe azzurro. Per non parlare dei loro commenti alla fine dell’esperienza: “Oggi è stata una giornata da favola!”, “Biancaneve, mi vuoi sposare?”, “Biancaneve, che lavoro fa tuo padre?” “Dorothy, vuoi giocare con me?” “Maestra, possiamo rimanere al castello? C’è un ballo stasera!”. La loro reazione ci indica che siamo nella direzione giusta».

Oggi con l’avanzare costante della tecnologia, la favola, la storia ha ancora presa sui piccoli«Tra gli obiettivi del nostro progetto c’è senz’altro il recupero della dimensione orale del racconto, per offrire un’alternativa alla tempesta mediatica a cui anche i piccoli oggi sono sottoposti. Ed è bellissimo costatare come la parola conservi ancora un grande potere suggestivo e fascinatorio. In ciò sono complici il ricorso al linguaggio teatrale, che dando forma e corpo alla parola stimola l’immedesimazione, e il carattere interattivo della nostra proposta, che coinvolge i bambini nella narrazione. Essi si immergono totalmente nel racconto e diventa assolutamente normale parlare con uno spaventapasseri o attendere l’arrivo dei sette nani».