Il 27 e 28 luglio sarà ospite al Museo Vincenzo Vela l’artista-artigiano Antonio Catalano, il mago della natura e della fantasia, per un incontro-laboratorio aperto a ragazzi e adulti, che porterà alla creazione di installazioni di un villaggio fragile creato da materiali naturali o poveri.

Il terzo appuntamento di Intramuros – I luoghi del giardino mette al centro l’incontro con la natura che regna sovrana nel Parco del Museo. Animatore del laboratorio-incontro è Antonio Catalano, noto artista artigiano più volte ospite anche al Festival di narrazione di Arzo, (manifestazione che patrocina questa iniziativa e i cui soci potranno beneficiare del costo ridotto), che con sua personale cosmogonia “portatile e quotidiana eppure complessa e immaginifica”, stimolerà i partecipanti a esplorare, scoprire, usare materiali naturali o poveri (foglie, rami, vecchi tessuti, semi…) per realizzare installazioni che invitano al racconto, alla fantasia, alla meraviglia. È difficile definire l’attività di Antonio Catalano. Attore? Performer? Pittore? Lui afferma: “mi chiamano artista-artigiano o anche… magopovero, come il nome del mio spazio d’arte”. Da tempo, infatti, Catalano, (nato a Potenza nel 1950), dopo anni di presenza nel teatro italiano (una presenza singolare e fuori dagli schemi), teorizza e pratica l’abbandono di ogni idea di spettacolo perseguendo invece la ricerca di incontri artistici con “spett-attori” di ogni età in cui tende a provocare emozione, poesia, meraviglia.

Stabilitosi in Piemonte dove ha realizzato un grande progetto di arte interattiva intitolato “Universi sensibili” (presentato anche alla Biennale di Venezia), ha portato in giro per l’Europa tanti “universi sensibili”, mondi immaginari inusuali e poetici, dichiara Catalano: “a parte gli ispiratori nel mondo dell’arte, i miei veri maestri sono la natura, le foglie, gli alberi, le nuvole… e i meravigliati che incontro sul mio cammino e che mi illuminano con i loro insegnamenti: spesso si tratta di bambini o di anziani, comunque di persone comuni, incontrate per caso.” Il Museo dunque lo ha invitato per un incontro-laboratorio che si svolgerà nell’arco di due giorni, aperto a tutti i potenziali “meravigliati”. Siano essi bambini, ragazzi, adulti, anziani, perché, afferma, “il mio amore per l’infanzia è amore per un’età dello sguardo, non per l’età anagrafica in sé”. In questa due giorni sarà così possibile usare in modo fantastico degli oggetti quotidiani o in disuso, ricrearne strani mondi da costruire, da visitare, attraverso ribaltamenti poetici dei materiali usati o accostamenti divertiti e divertenti. Verranno così realizzati nel Parco o nelle sale del Museo delle installazioni “eco-logiche” e dei “bio-luna park”, per poi creare, tutti i partecipanti insieme, un villaggio “fragile” per (re)inventare e abitare diversamente il Parco (o alcune sale) del Museo. Le attività di Intramuros, come quelle collaterali, sono spesso pensate in assonanza con la mostra in corso. Ed infatti l’approccio di Antonio Catalano, pur nella diversità della ricerca artistica, dialoga ed evidenzia alcune affinità con l’opera di Lawrence Carroll, la cui mostra I Have Longed to Move Away è in corso fino al 15 ottobre. Entrambi gli artisti sono affascinati da alcuni materiali, come quelli della natura: legno, cera, polvere, stoffa, tela…ai quali conferiscono una “seconda” vita. I loro lavori, inoltre, invitano a sostare nel tempo con lentezza per dare ascolto e racconto al proprio mondo interiore.

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