Il film è, finora, l’ultimo realizzato dal regista canadese David Cronenberg (Videodrom, la Mosca e Cosmopolis) e vede protagonista un’intera famiglia: i Weiss.

Sono il capofamiglia, mi chiamo Sanford Weiss e sono un famoso terapista televisivo. Con la mia intelligenza e bravura ho conquistato la fiducia di molte star e lavoro con loro. Ho una moglie Cristina, che fa la manager di nostra figlia Benjie tredicenne giovane e arrogante star della TV. Siamo una famiglia ricca che si gode il successo all’ombra della collina di Hollywood. Sembra che nulla possa scalfire la nostra bellezza, le nostre feste e i nostri bei sorrisi rassicuranti. Ma il passato non muore mai. E Agatha l’altra nostra figlia è tornata per ricordarcelo. «Stai lontana da noi. Ti diamo 10mila dollari purché te ne ritorni da dove sei venuta. Tu e il tuo corpo sfigurato dalle fiamme».

«Volevo solo essere perdonata da voi, non avete mai risposto alle mie lettere di scuse».

Il passato è tornato e ci mette davanti alle nostre responsabilità. Ci dice che i nostri peccati originali, le nostre deviazioni mentali devono essere espiate. Accidenti, Cristina è mia sorella? Sparati dalla nascita? L’ho sposata senza saperlo! E oggi non posso separarmi da lei. I miei sono figli di un incesto, un atto che ritroviamo nel nostro DNA e che per forza di cose dobbiamo, ritualmente, ripetere. Così come ripetiamo ritualmente, la poesia di Paul Eluard, il legame che, malgrado la lontananza, ci ha sempre tenuti vicini: «Sull’assenza che non chiede, sulla nuda solitudine, sui gradini della morte, scrivo il tuo nome. Sul vigore ritornato, sul pericolo svanito, sull’immemore speranza, scrivo il tuo nome. E in virtù d’una Parola, ricomincio la mia vita, sono nato per conoscerti, per chiamarti: Libertà».