M, il mostro di Düsseldorf è il primo film sonoro di Fritz Lang e data 1931. Il film è ispirato a una storia vera che fece molto scalpore nella Germania degli Anni Venti.

Sono M. Vivo in una grande città tedesca e sono una persona come tante altre. Una di quelle che hanno un lavoro d’impiegato e che in strada passa inosservata. Vesto sempre uguale, con un cappello e un mantello grigio. Ho una vita normale. All’apparenza. Perché all’apparenza, mi chiedete? Perché ho una passione che mi fa perdere la testa. Di quelle che non ti lasciano stare e non ti fanno dormire. Quando vedo una bambina non riesco a trattenermi. La voglio. E non ci posso far nulla. La devo avere assolutamente. Ma poi non ricordo più nulla, so solo che entro in un mondo tutto mio, lontano. Non so cosa succede in quel mondo. So solo che il giorno dopo sui giornali parlano di bambine scomparse.

Ah, dimenticavo. Mi piace fischiettare un motivetto. Mi piace farlo soprattutto quando sto con le mie bambine.

Ma un giorno sapete cosa è successo? Mi hanno preso. No, non la polizia. Ma dei gangster. Mi hanno fatto un processo, in una cantina. Io volevo difendermi, ma tutti mi dicevano brutte cose e io non sapevo che cosa rispondere. Non volevo finire in prigione. Non ho fatto nulla di male, dicevo. Non posso andare dietro le sbarre. Già la mia vita è grigia, non voglio che diventi nera.

Io adoro le bambine. E quando mi avvicino a loro sto bene. Certo, poi non ricordo cosa faccio, ma sono sicuro che le tratto bene. Non fatemi del male, non centro nulla con le bimbe scomparse. Non processatemi, non mandatemi in prigione.

E poi M non è il mio vero nome. È solo un’iniziale che mi sono trovata disegnata sul cappotto. È l’iniziale di Murder, mi hanno detto al processo. Ma io non sono un assassino, non sono un assassino…