Signori, signore e gatti, è doveroso ricordarvi quanto io sia curioso, interessato ed interessante, così come si confà ad ogni gatto degno di professarsi tale. Tempo fa seguendo questa mia propensione alla curiosità e, soprattutto, alle umane usanze, mi sono imbattuto in un articolo che parlava di un mondo parallelo, in cui meravigliose e gentili signorine scelgono di accompagnare facoltosi signori in serate alla moda, in cambio di piccoli o grandi presenti. Mi sono quindi detto che avrei dovuto assolutamente conoscere meglio la questione ed ho testé invitato nella mia cuccia Lucrezia, una giovane esperta nell’arte di accompagnare. Sono molto emozionato, lei è abituata a conversare con personaggi noti e importanti, uomini dal grosso potenziale, ma spero di ammaliarla con la mia intelligenza, il savoire faire e l’innata eleganza.

Si accomoda bella più che mai, composta e sorridente. Più impacciato di quanto mi sarei mai aspettato inizio la mia intervista andando subito al sodo. Sul suo sito aziendale ho notato una gallery in cui Lucrezia posa in compagnia di alcuni animaletti di peluche, tra cui mi pare di aver intravisto anche un gatto. Le chiedo quindi qual è il suo animale preferito «non mi risulta di avere postato foto con gatti, semmai con orsetti. Amo tutti gli animali, anche gli uomini, perché sono diversi anche se tendono a conformarsi. Se proprio dovessi fare una scelta casalinga, mi prenderei un cane di taglia grossa. Il cane ama il proprio padrone sino alla morte: è dolce, coccolone, goloso, e ti fa da guardia oltre a spaventare i postini. Mi affascina la Tigre perché è forte ed enigmatica, anzi, imprevedibile, il che la rende pericolosa ma affascinante».

Un cane. E di grossa taglia per giunta! Ah mondo crudele! Anche se, a ben pensarci, è affascinata dalla tigre che null’altro è se non un gatto di discreta dimensione. Si riapre al sottoscritto la possibilità di poter essere adottato e magari essere fotografato bello impettito per un selfie con Lucrezia. Mentre il pensiero va già alle pose da felino, ricordo che una delle caratteristiche speciali di madamme è l’arte di saper cucinare deliziosi manicaretti. Inutile ricordare, cari lettori, quanto io sia amante della buona tavola e incalzo chiedendole una delle sue ricette preferite «Adoro l’astice alla Catalana, molto semplice da preparare».

Io non so dirvi se sia davvero semplice da preparare, ma vi posso assicurare che per un campione olimpico del mio calibro, sbaffarlo in un sol boccone è davvero un gioco da ragazzi. Le faccio intendere che sono anche un gran gourmet e che mi offrirei in maniera del tutto volontaria per farle da assaggiatore ufficiale, ride di gusto ma non sembra intenzionata a raccogliere il mio suggerimento.

Lucrezia è una bella ragazza svizzera e allora le domando quali luoghi della nostra nazione consiglierebbe di visitare ad un turista  «Ginevra e la Cattedrale di Saint-Pierre, Zurigo e  le Cascate del Reno e Montreux per il festival del Jazz ma soprattutto per i paesaggi».

Passo ora a una domanda di ordine politico internazionale, giusto per darmi un certo tono, e chiedo: da imprenditrice che lavora a cavallo tra Svizzera e Italia ha mai incontrato difficoltà di reciprocità legata agli accordi bilaterali? «Non ancora, anche perché la materia che scambio non è definibile con i canoni di una scarpa, di un abito, o di un prosciutto crudo». Ahh il prosciutto crudo! Pagherei per averlo! Lucrezia, seduta con stile sulla poltrona del mio salotto, mi fa l’occhiolino e mi ricorda che lei è esperta di romanticismo, serate di gala, non di banconi salumeria e mi suggerisce sagacemente di offrire alle nostre lettrici qualche utile consiglio in fatto di seduzione, magari sul completino più adatto da sfoggiare all’occorrenza, per esempio per una cena d’anniversario «….ne ho a decine io, di ogni colore e modello. Credo che, a prescindere dalla bellezza di una signora, la lingerie stia bene proprio a tutte. È un must per chiunque voglia sentirsi donna, poco importa se poi di giorno fai la colf. Essere sensuale è uno stato mentale, non economico. Per quel che mi  riguarda adoro i bustini stretti e stringati stile 1800. Una tortura da indossare, ma quando mi guardo allo specchio dimentico la fatica data dall’indossarlo». Parlar con me di bustier, sous-vêtement e culotte e come proporre a un pesce una maratona nel deserto. Per me nulla è più seducente di un foie gras. Sono irrimediabilmente rimasto al prosciutto crudo e continuo quindi su questa strada: mi elenca tre piatti tipici svizzeri? « La  Fondue,   il Gruy’re e Vacherin e molti dolci, per esempio la Lekerli,  il Gugelhopf ed il Schaffhausen. Non sono piatti da fotomodella, essendo iper calorici, ma ogni tanto cado con piacere in tentazione…» e questo è un piacere in cui mi lascio coinvolgere volentieri. Bon apetit.