Di Nicola Mazzi

Tra la Serbia e l’Ungheria la tratta di esseri umani è una realtà. Lo sa bene Emir che trasporta immigrati clandestini da una Nazione all’altra, al servizio della malavita locale. Questa volta è il turno di Hana che sta scappando dal Kosovo. Cortometraggio dai toni cupi e dalle ambientazioni altrettanto buie. Una storia, purtroppo, già sentita e viste mille volte. Nulla di nuovo sotto il sole, nulla da aggiungere su questo tema anche dopo aver visto Lost Exile.

Voto 3


Di Roberta Nicolò

La paura di una donna che decide di scappare dalla sua terra, sola. Il terrore di tante. Il miraggio di una vita migliore per la quale vale la pena rischiare. Hana ha coraggio nell’affrontare il viaggio e ha fortuna. Emir ha perso l’illusione, lui quel viaggio lo ha fatto prima di lei tante volte e sa che la violenza, la crudeltà si nascondono ovunque.

In 29 minuti una storia vista altre volte. Troppe forse.

Voto 3.5


Regia: Fisnik Maxhuni
Sceneggiatura: Fisnik Maxhuni
Fotografia: Léo Lefèvre
Montaggio: Kostas Makrinos