L’ora di ricevimento, scritto da Stefano Massini e diretto da Michele Placido, in scena il 28 e 29 novembre sul palco del Teatro di Locarno alle ore 20.30

Un affresco di una scuola francese nel cuore di un’esplosiva banlieue, melting pot di etnie e religioni. Protagonista Fabrizio Bentivoglio, nei panni di un disincantato professore che si scontra quotidianamente con la difficile realtà del multiculturalismo durante il ricevimento con i genitori degli alunni.

L’opera teatrale è un’efficace tragicommedia che racconta il mondo della scuola dal punto di vista degli insegnanti, scavando nel profondo della loro difficile condizione psicologica e lavorativa. L’allestimento, avvalendosi di un Fabrizio Bentivoglio in gran forma nei panni del sornione e ironico, ma fondamentalmente frustrato protagonista, è incentrato sulla figura di un insegnante che opera in prima linea, cioè in periferia. Situazione già scomoda di per sé, tanto più se la periferia in questione è quella multietnica di una metropoli francese, dove le tensioni religiose e culturali si sommano alle problematiche sociali più comuni che affliggono qualsiasi periferia del mondo. Inevitabilmente, dato il contesto, gli insegnanti si trovano di fronte a ragazzi difficili, che hanno alle spalle famiglie altrettanto difficili, e ciò li costringe a ripensare il proprio ruolo e ad andare ben oltre il proprio compito ufficiale, cioè quello formativo, per spingersi in territori che abbracciano psicologia, empatia e, come nel caso presente, perfino diplomazia.

Fabrizio Bentivoglio, interprete dal 1980 di oltre trenta film, praticamente onnipresente nel cinema degli ultimi dieci anni, in pellicole che hanno segnato la cifra stilistica del cinema italiano, in teatro con L’ora di ricevimento si appropria in modo eccellente del protagonista e del ricco testo di Massini, con un’interpretazione che passa dai toni drammatici a quelli ironici, dando luce così a un personaggio che si eleva a simbolo dell’impossibilità dialogica tra diverse culture e sul piano più generale anche tra esseri umani.

SHARE