Si è chiusa la nona edizione del LongLake Festival, che ha salutato il suo caloroso pubblico con i tradizionali appuntamenti per la Festa Nazionale lasciando un ricordo indelebile dell’estate cittadina. Con il suo fitto cartellone di appuntamenti, la manifestazione incrementa ulteriormente le presenze, con diverse centinaia di migliaia di partecipanti, tra pubblico locale e internazionale.

Un risultato significativo, che premia l’impegno congiunto instaurato tra pubblico e privato nella realizzazione del cartellone, come le varie direzioni artistiche dei festival, che hanno saputo offrire una proposta di qualità garantendo una varietà straordinaria. In 38 giorni i diversi festival puntuali – Estival Jazz, Buskers, Wor(l)ds, ROAM, Festa Nazionale – e il festival di lunga durata LongLake Experience hanno dato vita ad uno dei più intensi open air urbani, ospitando nomi del panorama internazionale e proposte artistiche del territorio. Un’offerta particolarmente ricca, di qualità, in grado di richiamare un pubblico trasversale, di età e interessi eterogenei: dalla musica live dei generi più disparati, agli spettacoli teatrali, dalla poesia degli artisti di strada alle conferenze e agli incontri, dagli appuntamenti cinematografici a quelli danzanti, dalle proposte di arte urbana ai momenti dedicati ai bambini.

“Anche questa edizione del LongLake Festival è giunta al termine, ma le sue tracce rimarranno impresse nella nostra memoria ancora a lungo. È questo che fanno i grandi eventi quando hanno successo: non si limitano a un picco di entusiasmo estemporaneo, ma lasciano una traccia indelebile del loro passaggio. LongLake è l’immagine di una città moderna, vivace, cosciente della propria storia e identità ma che sa aprirsi al mondo ogni volta con rinnovato slancio. Cittadini e turisti hanno condiviso fianco a fianco tutto lo spettro di sensazioni che i festival e le sezioni di LongLake hanno proposto in oltre un mese. Grandi appuntamenti e piccole esperienze di qualità, frutto del lavoro congiunto fra Città e privati. Un contesto in cui Lugano non è mai scenario passivo ma oggetto e soggetto del festival, in cui gli eventi si adattano alle diverse location e le valorizzano, restituendoci ogni volta l’immagine di una città nuova e sorprendente” conclude il Capo Dicastero cultura sport ed eventi Roberto Badaracco .