imagesCon la voce roca «a causa dell’aria condizionata di Roma», Stefania Sandrelli si è presentata al pubblico in un abito viola. Un colore che notoriamente è bandito dal mondo dello spettacolo. Un dettaglio che la dice però lunga sulla spontaneità dell’attrice di Viareggio. Durante la conversazione con Steve Della Casa, nella quale ha ripercorso la sua vita cinematografica, la sua istintività è emersa.

«Ho iniziato grazie alla passione che mi trasmise mio fratello. Ed è appunto grazie a lui che mi sono introdotta in questo ambiente e che ho fatto il primo provino per Pietro Germi», ha detto l’attrice. I ricordi sono poi passati a Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli. «Venendo dalla provincia il sottobosco dello spettacolo mi era noto e non ho avuto difficoltà a farlo mio, non ho mai avuto paura di rappresentare il lato patetico, che ha anche la protagonista di questo film e che fa un po’ parte di tutti noi».

Qui a Locarno il Festival ha omaggiato la Sandrelli presentando Il conformista di Bernardo Bertolucci. La copia restaurata del film, proiettato in un Ex Rex affollato, ne ha rivelato un fascino ancora attuale, grazie anche alla magica e colorata fotografia di Vittorio Storaro. Una giovane Sandrelli, come ha ricordato anche lei, in questa pellicola, è stata «presa per mano dal regista che mi ha fatto conoscere un mondo più intellettuale e borghese. Ruoli diversi da quelli interpretati in precedenza».

L’attrice ha anche rivelato un paio di gustosi aneddoti, finora poco conosciuti. Il primo è legato alla Svizzera. ««Il vostro Claude Goretta mi propose di fare un film con lui, ma visto che ero incinta di Amanda, con mio grande dispiacere, dovetti rinunciare». La stessa cosa successe in un altro momento della sua carriera con Federico Fellini per Giulietta degli spiriti.

Il secondo aneddoto lo ha rivelato, sottovoce, quasi imbarazzata, alla fine dell’incontro. «C’è stato un attore che mi ha fatto battere molto il cuore, il suo nome è Robert De Niro. Era davvero molto bello».