La giovane poetessa Lia Galli, definisce l’antologia Generazione degli anni ’80 come polifonica, coraggiosa, giovane. La abbiamo incontrata per farci raccontare il suo personale punto di vista sia sul lavoro di poetessa sia sull’antologia che raccoglie scritti di tanti giovani autori.

Cos’ è la poesia oggi e chi sono i poeti contemporanei? 

Credo che oggi la poesia sia molto diversificata e si stia aprendo sempre più a nuove forme espressive, basti pensare al fenomeno della poesia orale. I poeti contemporanei sono molti, in Non era soltanto passione, antologia di poeti nati negli anni ’80, Andrea Bianchetti e Mauro Valsangiacomo (allachiarafonte editore) hanno racchiuso 14 voci del panorama ticinese: Albergati, Bernardi, Bernasconi, Bianchetti, Coldesina, Di Corcia, Galli, Grassi, Jermini, Lupi, Martini, Miladinovic, Montorfani, Silini.

La poesia ha ancora un pubblico giovane?

Nonostante si dichiari periodicamente la morte della poesia, essa è in realtà molto viva e questo lo si può notare soprattutto partecipando ai poetry slam che vengono organizzati da Marko Miladinovic in Ticino. Questo format, che consiste nel leggere ad alta voce o performare propri testi davanti a un pubblico votante, richiama sempre più giovani e persone di ogni età che scoprono un nuovo modo di vivere la poesia e si sentono coinvolti, chiamati a condividere le proprie sensazioni.

Qual è il bisogno di esprimere in poesia un pensiero?

Ognuno ha le proprie motivazioni e le proprie spinte. Per quanto mi riguarda, la poesia ha una doppia funzione. Da un lato è liberatoria, perché permette di buttare fuori e restituire al mondo ciò che matura dentro di me, dunque pensieri, emozioni, immagini. Dall’altro lato è invece un modo per cristallizzare quelle stesse immagini e esperienze e dare loro un senso, salvandole così dal fluire del tempo che tende per sua natura a cancellare tutto.

Non era soltanto passione – Generazione degli anni ’80 cosa esprime, quali le emozioni racchiuse in questa raccolta?

Gli autori sono molto diversi tra loro sia per stile sia per tematiche. In generale credo che, al di là delle differenze, emerga il ritratto di una generazione che deve fare i conti non solo con la perdita di certezze e di valori comuni che ha colpito la società occidentale già nel Novecento, ma anche con il fallimento degli ideali delle generazioni precedenti. Abbiamo ereditato un mondo in cui ci sono poco lavoro e poca speranza nella politica e in cui ogni forma di protesta viene fagocitata dal sistema.5