Non importa di che religione siano i tuoi genitori. Non contano le origini della tua famiglia. Puoi essere in cima alla scala sociale o ultimo tra gli ultimi. Non interessa il colore della tua pelle, la lingua che stai imparando a parlare.

Nulla conta prima. Tutto cambia dopo. Dopo il tuo primo perché.

Mamma perché quel signore sta seduto per terra in mezzo alla strada? Perché quella signora piange? Perché ho l’ombelico? Perché tu e papà urlate? Perché quel bambino è nero? … perché… perché… perché…

In ogni angolo della terra si levano infiniti infantili perché ai quali un adulto cerca di dare risposta. In ogni angolo della terra tante tessere di un puzzle iniziano a combinarsi tra loro per formare un grande specchio…

al nostro primo perché. È quello il momento. L’istante preciso in cui attraversiamo il nostro specchio…