La sindrome di Peter Pan raccontata con leggerezza e umorismo nel nuovo romanzo di Laura Orsolini. Il nuovo romanzo di Laura Orsolini, pubblicato da Edizioni Cinquemarzo, racconta la storia di Leone, un seduttore incorreggibile, che soffre della sindrome di Peter Pan.

Leone Gori, quarantenne fiorentino spigliato e maniaco dell’ordine e della pulizia, è una simpatica canaglia. Perfezionista, anima fragile, egoista nei sentimenti, puro di cuore, sensibile solo per ciò che lo riguarda. Vive un’intensa relazione d’amore con Ingrid, splendida, algida e giovane austriaca che conoscerà durante una fiera. Leone è affetto da sindrome di Peter Pan e purtroppo appena la relazione tra lui e Ingrid si stabilizza, soffre di crisi di panico, dolori, svenimenti ed è costretto a scappare dall’amata, per poi tornare da lei con la coda tra le gambe dopo qualche mese. Non vuole perderla e si cimenta in un gioco tanto crudele quanto spietato con la sua preda. Prova a innamorarsi di Ingrid, la seduce, la illude, arriva sul ciglio del precipizio e, un attimo prima di buttarsi insieme a lei nel vuoto del futuro che li attende, si dà il permesso di cambiare idea e di ritornare sui suoi passi.

Ingrid è costretta a buttarsi da sola e, inevitabilmente, si schianta al suolo. Sentito il tonfo, Leone si sporge di nuovo un poco per esaminare i danni e poi rientra nei ranghi ovattati della sua vita sicura, dalle sue abitudini e libertà. Leone è un seduttore, un corteggiatore professionista: ammalia, regala, telefona, fa l’amore. Strega cuori, miete vittime e, a suo modo, si innamora un po’ di tutte o forse solo si affeziona, un po’ come ci si affeziona al proprio cane.

Riesce a farsi amare dalle sue conquiste, fa loro accettare i suoi difetti e le debolezze, i vizi e le virtù. Si mette a nudo e le persuade, poi si dilegua quando si tratta di costruire un rapporto serio con ognuna di loro. Leone deciderà alla fine di crescere?

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