Le chat et le Roi. Signori, signore e gatti, il mio ospite arriva con passo deciso, giaccone invernale e pelliccia al cappuccio. Pelliccia? Un brivido mi scorre lungo la schiena fino alla punta della coda e un pensiero mi si fissa in testa. Sarà mica pelo di gatto? Accomodandosi sorride, come avesse letto nei miei pensieri dice «tranquillo è sintetico, il pelo!»

Dopo questo, è deciso. Possiamo senza dubbio darci del tu.

Offrendo del te, inizio a fare conversazione, per metterlo a suo agio, ma più che altro per riprendermi dallo spavento di me cucito al giaccone. Spiego che farò una passeggiata nella sua vita, cercando di non graffiare troppo. Frenz, per nulla intimorito, «ti concedo un visto vitalizio nel mio universo, poiché è talmente vasto che ti toccherà consumare le tue sette vite per visitarlo tutto» urca si fa impegnativa. Una sfida?

Meglio dare avvio alle danze e dimostrare subito chi conduce il gioco. Quando hai iniziato a cantare e scrivere? «Ho iniziato a cantare per puro caso, e se devo essere onesto, ero veramente una frana. Ricordo vividamente una scena traumatizzante, alle elementari ero stato relegato al ruolo di pesce durante la recita scolastica. Un disastro, insomma. – visualizzare Frenz vestito da pesce aiuta a rilassarmi – Non mi persi d’animo, diventai un accanito ascoltatore di musica. Imparai a conoscere la mia voce verso i 14 anni, pur avendo avuto un background di stampo Black, ho cominciato a cantare il Pop patinato di fine millennio. Ad un certo punto, con un paio di amici avevamo pure una cover band dei Backstreet boys. Eravamo gli idoli delle mamme! Chiusa l’esperienza da teenager, decisi che era arrivato il momento di vivere la musica in prima persona e, sul modello di Craig David, decisi di impostare quello che è tutt’ora il mio principale progetto musicale: Royal Frenz».

Si è decisamente rimesso in pari con la voce, complimenti, ma sono ancora focalizzato sul pesce. Un pesce di nome Royal Frenz è troppo bizzarro perfino per me, come mai questo nome? «Un nickname che racchiude il diminutivo di Francisco e l’aggettivo reale, di cui ci sono parecchie interpretazioni. Quella ufficiale è di carattere familiare, poiché anche se privi di titolo nobiliare, sono figlio di un Re e di una Regina senza regno né corona. Per anni ho utilizzato anche l’acronimo RF, associando il brand del più blasonato Roger Federer nell’outfit».

Non credo di avere capito bene, di regale nel mondo pensavo esserci soltanto io. Però ha l’aria simpatica e vado avanti senza indugio a spulciare nella vita di Francisco «attualmente sono in fase di promozione del mio nuovo singolo, The Party never ends, brano dalle sonorità Funk, che riprende un po’ la parentesi di François Le Roi, il mio side project di carattere French Touch, e l’antologia Rewind: ’06-’14, ultima uscita come Royal Frenz».

Voilà. Nel mio cervello si sono materializzate baguette ripiene di salumi, oche al forno, patè al cognac, quel French Touch che amo sopra ogni cosa, una vera antologia per le papille gustative. Mi vedo banchettare con Royal Frenz e le sue amiche, in un bel ristorantino.

Richiamatomi all’ordine il mio ospite prosegue «come hai ben visto, caro il mio buongustaio, sono stati promossi 5 teaser sul mio canale ufficiale di Facebook».

Ho visto si. Signorine molto affascinanti, ammiccanti e decisamente svestite. Guardando i teaser non ho potuto fare a meno di chiedermi, come voi tutti, non avranno freddo? Non rischiano un raffreddore? «Visto il tema, non potevo che far comparire 5 signorine in un ambiente domestico, più precisamente in camera da letto. Visto che anche l’occhio vuole la sua parte, la scelta è stata più che obbligata. Sinceramente del freddo e di malanni vari non mi sono preoccupato, visto che loro sono decisamente hot

Il primo vero latin lover che si accomoda nella mia cuccia. La competizione fa capolino con urgenza, forse non sa, che le donne, amano sopra ogni altra cosa noi gatti e che noi gatti difendiamo il loro onore a spada tratta. Francisco è davvero un rubacuori made in Ticino? «Lusingato, ma non corrisponde al vero. Mi sento più simile al protagonista della serie americana Alla fine arriva mamma, Ted Mosby, un ragazzo alla ricerca della ragazza dei suoi sogni. Non sono fidanzato, quindi come si dice in Inghilterra, I’m single, ready to mingle».

Ecco la verità. Un tenerone. Un ragazzo alla ricerca del vero amore, altro che latin lover. Ripongo gli artigli. Più bendisposto, chiedo a Francisco da dove trae ispirazione per i suoi pezzi «la mia musica attinge a piene mani dalla mia vita privata, quindi la maggior parte delle vicende che canto, parlano di me in prima persona o sono indirizzate a qualcuno in particolare».

È un gran romantico, sto quasi per ruzzolare a pancia in su «ho un approccio molto romanzato nelle canzoni, mi piace raccontare storie in cui la gente può riuscire ad immedesimarsi, basti pensare ad Appuntamento in cui parlo appunto di un rendez-vous molto dinamico. Ma non tocco solo argomenti amorosi, nei miei testi mi cimento anche in temi più delicati, come quello dello sfruttamento della prostituzione in Irina».

Inizio perfino a fare le fusa, vedo affiorare sempre più un animo gentile, attento, un giovanotto in cerca di un sogno, ma continuerà anche a mostrarci madamigelle in mini gonna? «Devo dire che sei perspicacie caro il mio gattone, prima dell’estate uscirà un brano che parla di gentili signorine in Mini, con cui si troverebbe senza dubbio a suo agio, ma per ora non svelo altro»

Oggi si cammina su un filo di lana, io son certo dotato di grande equilibrio, ma credetemi è dura, quindi cambio argomento e passo ad un tema a me caro. Cosa ama dei gatti? «Dei gatti adoro la regalità senza dubbio, siete degli animali adorabili. Lo sai che conservo gelosamente una stuatuetta di Bastet? Un cimelio che tengo nel mio sancta sanctorum».

Bravo, si è giocato la carta della divina Bastet. Grande civiltà quella egizia. Uomo di cultura Francisco. A questo punto, sicuro della risposta, domando quale sia il suo animale preferito «ho un debole per i conigli, conigliette soprattutto. Hai presente Down the rabbit hole? Ero un rabbit che ce l’aveva a morte con una bunny».

Niente. Non si scappa. L’amore invade il cuore di questo Re! Con un musicista meglio parlare di musica. A quando l’uscita dell’album?

«Per l’album bisognerà aspettare ancora un po’, sono ancora nella fase di registrazione delle demo, ma non vedo l’ora di farvi sentire quanto prodotto. Sto confezionando un disco che mi rispecchia fedelmente, quindi preparatevi a sentire un suono decisamente poliedrico. Ho pensato anche a te, in un brano che parlerà di…Sushi»

e beh… Vive le Roi!

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Sono Gatto da tutta la vita, giornalista da un giorno e speaker da 5 minuti. Amo sonnecchiare, possibilmente sotto la lavanda in giardino o comodamente adagiato sul lettone. Il punto di vista migliore? A pancia in su...