L’Alieno. Nel 2003 il pittore Gabriele Di Matteo si diletta nel filmmaking, realizzando Voyage sur la terre, un lungometraggio sequel, anche se più vicino alla fan-fiction, di Voyage sur la lune di Méliès. Il film narra di cinque seleniti che arrivano sulla terra in cerca del loro compagno.
Nel 2012 ho realizzato a mia volta un cortometraggio, o video d’artista se preferite, ispirandomi liberamente all’opera de Di Matteo e, in particolare, alla scena ambientata in una sala espositiva allestita con una mostra sulla vita di Marcel Duchamp.
Partendo dall’idea di utilizzare un’ottica e un’interazione estranea all’ambito museale/espositivo, o più semplicemente ad una qualsivoglia opera d’arte, ho voluto inscenare un atterraggio e visita extraterrestre a Lugano, precisamente al Giardino Belvedere sul lungolago di Paradiso, dove si trovano una serie di sculture di proprietà della collezione privata della città.
L’alieno in visita si trova dunque di fronte oggetti di cui non conosce minimamente il significato o il tipo di mediazione che richiedono.
La scena resta in equilibrio tra la fiction e la parodia. Il protagonista, che porta una maschera di Predator personalizzata da me stesso, non cerca di nascondere la propria natura, d’indossare un costume. La performance è prevalentemente improvvisata.
La scelta del luogo è funzionale, ma soprattutto personale. Come tante generazioni luganesi, anch’io ho distinti ricordi d’infanzia legati a questo percorso. Tutti noi, da bambini, siamo saliti in groppa al rinoceronte di granito (l’opera è di Piero Trevaglini e data 1977, qualora ve lo siate mai chiesti).
Questo museo all’aperto non presenta alcuna logica ne correlazione sul posizionamento e l’ordine delle opere. È uno scenario facilmente riconoscibile nella maggior parte delle città della Svizzera, in particolar modo se bagnate da un lago.

È stato un progetto importante per me come artista,perchè riunisce in maniera perfetta l’omaggio alla fantascienza (mia principale ispirazione narrativa), la città di Lugano tra presente e passato e i mio occhio critico verso il mondo dell’arte.

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Storia e regia di Timothy Hofmann
Crew: Luca Spinosa, Timothy Hofmann
Cast: Luca Bovino (Alieno)

articolo di Timothy Hofmann