LaboratoriodArte il magico mondo di Valentina Lugli. Speranza, contaminazione artistica, ricerca. Questi gli aggettivi che raccontano il LaboratoriodArte di Valentina Maddalena Lugli. Uno spazio dedicato all’arte nel cuore di Carpi (MO) dove incontrare, sperimentare, scoprire le tante dimensioni e i tanti linguaggi dell’espressione umana. La danza della realtà è la sua ultima fatica, un’esposizione collettiva con lavori della stessa Lugli e dei colleghi Andrea Saltini e Massimo Lagrotteria, con performances dal vivo.

Una libera riduzione per immagini ispirata all’omonimo libro di A. Jodorowski. Opere su carta che resteranno esposte al LaboratoriodArte di Carpi fino al 18 aprile.

Abbiamo incontrato Valentina per farci raccontare la sua esperienza come artista e questa mostra in collettiva.

Come nasce l’idea della danza della realtà? Ho incontrato Massimo ad un mio evento e gli ho fatto una proposta di collaborazione. Gli è piaciuta subito e quindi abbiamo pensato di ampliarla e di coinvolgere anche Andrea. Il titolo del progetto, che trae origine dal libro la danza della realta’ di Jodorowski, ci aveva colpito molto e abbiamo scelto di lavorare su questa suggestione. Racconta una realtà dinamica, in continuo movimento e questo si rispecchia nella realtà quotidiana dello stesso LaboratoriodArte. Un luogo in continua trasformazione e contaminato dalle variegate esperienze artistiche. La coralità e la differenza di esperienze sono proprio il punto di contatto, di forza del mio modo di vivere l’arte.

Tu lavori spesso in collaborazione con altri artisti e ami costruire degli eventi che abbiano delle commistioni di generi, ci racconti il tuo percorso e la tua voglia di costruire l’arte? L idea di costruire eventi in collaborazione ha origine ai tempi dell’università, con la decisione di entrare in Accademia di belle Arti a Bologna e specializzarmi in questa disciplina. Era il 1998. Il fatto di unire diverse discipline artistiche nasce da una passione mia personale, un amore che ho per l’arte in generale e da un mio percorso di formazione che incrocia, da diversi anni i campi della danza del canto e dell’arte figurativa. Il laboratorio nasce così da un urgenza personale di esplorare e valorizzare i miei settori di ricerca insieme ad altri artisti. È un sogno che nutro da oltre 17 anni ed è sfociato dopo varie esperienze in questo progetto.

Qual è secondo te il futuro dell’arte in Italia? Per me l arte è speranza. Non solo per il messaggio culturale che contiene è un campo battuto da bravi professionisti anche qui. È un’area di mercato e ha un enorme potenziale economico. Come tutti i settori commerciali sarebbe da incentivare anche attraverso le scuole e le accademie, soprattutto come ambito di ricerca. Se si seguirà questa logica, in Italia, potremmo avere una buona probabilità di essere altamente concorrenziali a livello internazionale.

I tuoi obiettivi per il futuro? Ampliare e consolidare le collaborazioni con altri artisti. Trovare partners e finanziamenti per il progetto. Accrescere e sviluppare sempre più un nutrito calendario di eventi. Studiare, crescere, approfondire sperimentare. Lavorare bene sul territorio e allo stesso tempo esportare il format del Lab fuori provincia e all’estero.