La Presidente. Signori, signore e gatti, si può dire che oggi si compie un vero e proprio miracolo. Non tutti sapete, forse, che il sottoscritto è un tifoso di hockey. Nulla di strano, molti ticinesi lo sono e anche molti felini, il bello arriva ora. Sono da sempre ambrì piottino. Generazioni e generazioni di gatti ambrì piottini in famiglia. Ma. Ebbene si c’è un ma, c’è una donna della squadra avversaria che amo sopra ogni altra cosa! Ho avuto l’infinito onore e piacere di far accomodare nella mia cuccia proprio lei, il Presidente dell’hockey Club Lugano Vicky Mantegazza!

Mentre si accomoda penso a come possa essere così gentile, disponibile, genuina e allo stesso tempo donna d’affari in gamba e determinata e provo ad immaginare la sua giornata tipo come Presidente.

«Essere il Presidente di una squadra come il Lugano non ti permette di avere una giornata tipo perché ogni giornata è diversa a seconda di quello che devo affrontare e le decisioni che devo prendere. In più il Presidente non è la mia professione ma il mio hobby».

Un hobby che la impegna sicuramente molto e le da grande responsabilità. Se penso che il mio, di hobby, è stirarmi il più lungo possibile mentre cambio posizione durante i sonnellini, un po’ mi sento inadeguato ad intervistarla. Mentre finisco questo ragionamento complesso  inizio subito a pensare che sia il caso di fare outing, non vorrei lo venisse a sapere da altri e quindi confesso il mio cuore bianco e blu, nonostante io sfoggi uno splendido manto muccato bianco e nero. Visto che sono in vena di confidenze, le racconto le mie disavventure con il gatto dei vicini, un esemplare bianco e rosso che sconfina spesso nel mio territorio, obbligandomi a dimostrare la mia virilità felina con la quale, pelo grosso in groppa, soffio tutto il mio disappunto e mentre Vicky, con garbo, ascolta la mia storia, le chiedo se in Ticino, piccolo cantone, avere due squadre obblighi anche i suoi giocatori a fare una grande groppina da rissa.

«Immagino come sia pesante per te gattone dal cuore bianco-blu dover essere ogni giorno vestito in bianco-nero, scherzi a parte,è vero che il Ticino è piccolo, ma il fascino del derby è qualcosa che ci invidiano in molti e quindi ben venga il fatto di avere due squadre nella massima lega».

Ecco una vera sportiva. Fusa roboanti in sottofondo proseguo. Se dovesse descrivere il suo successo utilizzando solo 4 ingredienti, quali sarebbero? «Passione, cuore, impegno e serietà».

Lei è una donna ammirevole, tanto impegno sia in ambito sportivo che come imprenditrice. Quando trova del tempo libero cosa le piace fare?

«D’inverno di tempo me ne resta ben poco ma appena posso lo dedico alla famiglia e agli amici. In casa vivo con 3 gatti e devo ammettere che loro sono la mia priorità».

Ok. Ok. Io con gatti e priorità, non sento altro e sono già rovinosamente scivolato ai piedi della mia ospite, dove mi esibisco in una serie di agili esercizi di strusciamento, capriole e sbavinamenti degni di un campione olimpico. Vicky ama gli animali e sdraiato a pancia in su, mentre mostro tutta la mia competenza in materia, le chiedo da dove nasce questo amore e un aneddoto divertente a riguardo.

«Sono cresciuta in una famiglia dove gli animali non sono mai mancati e quindi non mi vedo a vivere senza la loro piacevole e fedele compagnia. Prima avevo un Husky e quando è mancato, avendo cosi tanti impegni, ho optato per i gatti che sono più indipendenti. Prima ne avevo due, poi quattro e ora purtroppo solo tre, ma ti garantisco che sono i padroni della casa. Un aneddoto divertente non mi viene in mente, ma posso dirti che ogni sera quando si rincorrono e fanno tutti i loro giochetti, io mi spancio dal ridere».

Per un quarto gatto possiamo avviare immediate le pratiche d’adozione, direi che ho i colori giusti e mentre mi immagino già comodamente adagiato sul divano di casa Mantegazza in maniera del tutto indipendente, le chiedo quali siano i suoi sogni nel cassetto.

«Uno dei miei sogni nel cassetto è quello di poter avere il tempo, un giorno, di aprire un posto dove poter ospitare i gatti randagi senza casa e poter dare loro un posto caldo e più dignitoso senza tuttavia perdere la loro libertà».

Bene, ora più che un gatto sembro un vitello da quanto sono commosso. Tentando di ricompormi in una forma che si confaccia ad un felino degno di professarsi tale, le chiedo di fare un augurio alla sua squadra per la prossima stagione.

«Bhè potrei dire…..in bocca al gatto……oppure visto che come logo abbiamo la pantera, di graffiare a più non posso!»

Il mio cuore resta bianco e blu, ma va detto che con una presidente come Vicky Mantegazza son ben fiero di portare il pelo bianco e nero.

e mi scappa pure un uniti, fieri, bianconeri.

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Sono Gatto da tutta la vita, giornalista da un giorno e speaker da 5 minuti. Amo sonnecchiare, possibilmente sotto la lavanda in giardino o comodamente adagiato sul lettone. Il punto di vista migliore? A pancia in su…