Incontrare Jean-Martin Roy è incontrare uno dei miei maestri più importanti.

Il suo insegnamento, in un momento cruciale della mia vita, mi ha aperto le porte al mondo infinitamente ricco della creazione teatrale. Ad un mondo di ricerca, di creazione legata al corpo, al suono, al movimento. E alla parola.


La nascita della parola dal corpo e dalla voce, gli stretti legami fra immaginazione e espressione, le connessioni fra immaginazione, immagine, sentimento, suono e parola.
E la verità, la sua verità, la verità della persona, del personaggio. E la verità dell’attimo.
Che felicità, dopo tanti anni di lavori teatrali in tutto il mondo, re-incontrare Jean-Martin Roy, e immergermi, insieme a lui, in un mondo di pensieri sul teatro, sulla creazione, sulla fantasia, sulla parola, sull’uomo.“

La parola. L’inizio dell’uomo. L’espressione di un pensiero. Di un sentimento. L’astrazione. La bugia. E: il teatro.

Se provaste ad immaginarvi un albero, cosa vedreste? L’albero che immagini tu, può essere diverso da quello che immagino io o che immagina tua madre, tuo padre, i tuoi fratelli o qualche tuo amico. Ognuno ha la propria immagine di albero, ha dei ricordi diversi, dei sentimenti diversi legati a quella parola. La cosa che ci accomuna, a questo punto, è la parola.

Nella vita quotidiana usiamo la parola per trasmettere i nostri desideri, necessità e paure. Attraverso essa creiamo un rapporto con più persone. Il problema è che alcune volte non possiamo sapere come una persona recepirà le parole che noi gli diciamo. La parola crea da un lato delle connessioni tra le persone, ma dall’altro l’immagine che una persona si crea interiormente, è diverso dall’immagine che si crea un’altra persona. Ed è proprio la parola, legata alla creazione teatrale, il tema della penultima puntata della serie “La creazione del mondo Arte | Scienza | Vita”. Cos’è la parola? Come nasce nell’uomo? Ce lo spiega Jean-Martin Roy, attore e insegnante all’Accademia Teatro Dimitri di Verscio.

Jean-Martin spiega che la parola apre per ogni persona un mondo diverso, permettendo, quindi, alle persone di fare ognuno cose diverse. Citando Peter Brook nel libro “Das offene Geheimnis” si spiega che le immagini sono dentro ai cervelli; se tutti i mondi fossero presenti nello spazio, ci sarebbe un’esplosione di persone, di idee. Il teatro ha la forza di unire le persone, perché si lasciano immagini che ci permettono di essere in qualche modo unificati. Il teatro, infatti, è il luogo in cui si guarda, in cui si producono delle immagini. La parola diventa immagine, sensazione fisica e quindi anche sentimento.

L’uomo ha la necessità di creare una propria vita e un proprio mondo diversi da quelli degli altri, e lo fa attraverso le proprie esperienze e le immagini che si crea. Il teatro nasce da questa necessità, cioè spiegare e raccontare il mondo affinché sia un punto di riferimento comune a tutti.

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