La lunga estate calda è uno dei film più importanti di Martin Ritt, tratto da un racconto di William Faulkner, vede protagonista un giovanissimo Paul Newman e soprattutto, nel ruolo di Will Varner, il grande regista Orson Welles.

Sono il patriarca di questa famiglia. Con la mia intelligenza ho creato un impero e ora, che dietro le spalle ho qualche anno, devo pensare al mio successore. Clara, mia figlia, è sensibile e bella. Assomiglia molto alla mia amata moglie. Ben, l’altro figlio, invece è un rammollito. Sta sempre dietro alle sottane di sua moglie e non è capace di concludere un affare che sia uno. Un vero incapace. Devo assolutamente trovare qualcuno che mi dia delle sicurezze e che riesca a far sopravvivere il mio impero. Aspetta; e quel Ben Quick? Mi sembra un tipo a posto. Senza tanti scrupoli e che va diritto al sodo. Altre che quello smidollato di mio figlio. Ecco. Ho deciso. Lo assumo, lo faccio sposare a mia figlia Clara e in questo modo diventerà il mio degno successore. Non mi importa di quello che penserà mio figlio, lui non merita questo impero. Invece quel Ben ha del carattere. È sveglio e ha quello sguardo che mi ricorda di quando ero giovane.

Del resto per comandare su tutti questi uomini e per avere il loro rispetto si deve usare il pugno di ferro e non il guanto di velluto. Quello solo con le donne. La mia povera moglie su tutte, ma anche mia figlia e Minnie. Non c’è un’altra ragione. Il comando chiede fermezza e autorità. Anche durezza. Fino al sacrificio dell’unico figlio maschio.