La genesi di un’idea. Avete presente quando partite col fare qualcosa, magari anche solo una riparazione, e finite con l’ottenere una cosa totalmente differente? Sareste anche pronti a distruggere in un momento quel risultato inutile, se non fosse che, più lo guardate, più vi sembra bello nel suo essere insolito e “vostro”. Di recente, da pasticciona (attirata però dal bello in tutte le sue forme), mi è capitato di essere io stessa artigiana di modestissimi lavori. Il massimo sorriso che ne ho ricavato è stato l’interesse suscitato negli altri mentre osservavano rapiti come, dalla materia grezza, si potesse ottenere qualcosa che, se anche non necessariamente utile, allietasse e fermasse un preciso momento: il dono, la collocazione di esso nel nostro quotidiano, la spiegazione del suo significato, in particolar modo quando è frutto di riciclo e richiama la sintonia naturale tra uomo e ambiente. La genesi di un’idea è quanto di più imprevedibile io riesca a immaginare; il suo compimento, per quanto lontano dal progetto iniziale, quanto di più soddisfacente. Tutto quello che avviene in mezzo aggiunge preziosità in modo esponenziale, in primis a chi la osserva; sarà per questo che l’atto creativo dà assuefazione e…contagio!

Immaginate una scatola magica che contiene talenti, tra i più diversi, da condividere. Ecco, è così che mi piace pensare a Lungo Tavolo45, a quello che fa, alla generosità che sottende la visione accessibile a tutti (da web o seduti attorno ad esso) dell’opera nel suo divenire.

aricolo di Katia Eureka