Il film, del 1964, è interpretato da Ann-Margret (interprete di una delle più importanti opere rock: Tommy)e diretto da Douglas Heyes (regista anche di Baretta e Magnum P.I.).

Sono una ragazza che sta scappando di prigione. Devo trovare un rifugio e un posto dove riposarmi. Ecco una bella villa. Sì, non c’è nessuno. Entro e vado a risposare.

E questo tizio? Dev’essere il padrone di casa. Ciao. Posso stare un po’ qui?. Dai non faccio nulla di male. Poi me ne vado.

Mi sembra un brav’uomo. Mi sa che posso raggirarlo come voglio. Anzi ne approfitto proprio. Dico ai miei amici di venire qui che facciamo una bella festa e se prova a reagire lo minaccio e lo accuso di aggressione. Ho capito che è un uomo importante. Un politico, credo. E allora non può rovinarsi la carriera con uno scandalo sessuale. E poi è sposato. Un’arma in più a mio favore.

Basta qualche moina, qualche sorriso, poche minacce ed è mio. Non resiste al mio sorriso. Neppure al mio corpo. Lo so, vedo come mi guarda e mi tocca. Mi basta poco. Faccio, un paio di fusa, due occhi grandi e non ha più scampo, lo rinchiudo nella mia gabbia.

L’unica cosa che non voglio è tornare in prigione, del resto non mi importa. Mi godo la vita finché sono giovane e bella. Voglio assaporare ogni istante di questo lusso e di questa villa.

In fondo, che cosa cerco? Solo un po’ d’amore e di attenzione. Poi, magari, tornerò a scappare. Ma per ora mi basta. Vivo l’attimo. Qui e ora. E che nessuno osi intrappolarmi. Io sono una gatta: so fare le fusa ma anche, se devo, frustare chi osa toccarmi.

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