Di Nicola Mazzi

Tutti i giorni Elise saluta il TGV che passa vicino a casa sua. È un’abitudine che ha da tanti anni. Un gesto che faceva anche con suo figlio piccolo. Ora lui è grande e se ne è andato, ma lei continua a farlo. Un giorno riceve una lettera. È il macchinista del treno che le dice di vederla sempre. Così nasce una corrispondenza fatta di saluti, lettere e forme di formaggio. Un corto che potrebbe essere anche un lungo. Una storia che ha il tono leggero e la magia di Amélie Poulain, ma che è ispirata da una vicenda realmente accaduta.

Voto 5,5


Di Roberta Nicolò

I riti hanno qualcosa di magico. Aiutano a tenere la vita sui binari giusti, soprattutto quando si fa un po’ più grigia, un po’ stanca. I riti scandiscono il tempo e ci tengono legati ai ricordi. Elise lo sa bene. Ma a volte la vita ci sorprende e ci regala qualcosa di inaspettato che ci apre gli occhi e ci fa colorare di nuovo il quotidiano, ci offre profumi diversi e perfino il sapore dell’amore.

In trenta minuti sono riuscita a ridere, sognare, commuovermi e gioire.

Voto 6


Regia: Timo von Gunten
Sceneggiatura: Timo von Gunten
Fotografia: Nausheen Dadabhoy
Montaggio: Timo von Gunten, Marcel Jetzer