Lunedì 4 dicembre – ore 20.30  – auditorium USI – Lugano

Qaraqosh, Iraq: il rientro delle famiglie in fuga per la guerra e la drammatica realtà della distruzione. L’esperienza della ricerca di una casa sicura dalla viva voce di testimoni dal Medio Oriente e dall’Africa, in un incontro organizzato da AVAID.

La casa dov’è? È il titolo della campagna natalizia di sensibilizzazione e raccolta fondi della ONG svizzera AVAID e si ispira alla densità delle pagine di Dostoevskij e al ritmo delle canzoni di Jovanotti, per richiamare il dramma di milioni di persone della ricerca di una casa.

L’autore di Delitto e castigo fa dire a uno dei suoi personaggi: «Bisognerebbe proprio che ogni uomo avesse almeno un posto dove andare» e Jovanotti in una sua canzone si chiede: «la mia casa dov’è?». Sta scritto nelle nostre fibre più profonde il bisogno di una casa: casa è insieme un luogo dove sentirci al sicuro e dove siamo accolti quando attraversiamo difficoltà e sofferenze e, ancor più, quando fuggiamo da situazioni di guerra, fame, persecuzione. Casa diventa il luogo dove siamo curati nel corpo e nell’anima.

A questo bisogno, AVAID  –  che da oltre vent’anni opera nelle situazioni di difficoltà nel mondo – vuole dare ascolto e tenta delle risposte attraverso alcuni progetti che la campagna sostiene.

Il capofila di questi progetti riguarda un asilo a Qaraqosh ed ha il volto di Myriam: la bambina che nel 2014 insieme alla sua famiglia e agli abitanti di Qaraqosh fu cacciata da casa sua e trovò rifugio in un campo per sfollati a Erbil. In un’intervista video per una tv irachena, colta in un momento di massima spontaneità e sincerità come quelle che si hanno a 9 anni, Myriam raccontò la sua esperienza, la nostalgia per la sua vita di prima, per i suoi amici perduti nella fuga, senza un filo di odio né desiderio di vendetta, ma con una fede salda come una roccia e una speranza coraggiosa. In lei, nel suo sguardo, rivediamo i milioni di bambini innocenti che chiedono solo un posto dove andare, una casa. AVSI, network di cui è fondatrice AVAID insieme ad altre ONG del nord e del sud del mondo, ha seguito in questi anni le tracce di Myriam nel campo di Erbil e ora intende sostenere il ritorno suo e della sua comunità a casa. Dopo che le truppe dello Stato Islamico sono state cacciate da Qaraqosh e dalla piana di Ninive, le popolazioni sfollate stanno rientrando e hanno bisogno di aiuto. Questo primo progetto che AVAID si è impegnata a sostenere rappresenta un aiuto concreto ma anche simbolico: prendersi cura delle nuove generazioni mentre gli adulti si dedicano alla ricostruzione.

AVAID apre e presenta la campagna La casa dov’è con un incontro in cui sentire dalla viva voce di protagonisti la realtà sul terreno. La campagna prevede il sostegno a diversi progetti: oltre alla costruzione di un asilo a Qaraqosh, la riabilitazione di 3 ospedali in Siria, il sostegno a distanza di bambini delle baraccopoli in Kenya e in Brasile, anch’esse nate dal bisogno di una casa.

Per info www.avaid.ch

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