La cacciata di Games Arena. La chiusura del negozio di videogames ‘GamesArena’ è uno scandalo. La Fondazione Maghetti, espressione della diocesi di Lugano, ha disdetto il contratto di affitto dei suoi locali perchè GamesArena ha osato vendere il videogioco GTA 5 che, notabene, fa parte dei videogiochi più venduti al mondo.
Lo sappiamo, anche di Super Mario si diceva che era violento… e in realtà come lui pure tutta questa diatriba è vecchia come il cucco. Era il 1995 quando, con il nome di “Race’nChase”, veniva proposta al mondo la trasposizione virtuale di guardie e ladri. Il giocatore avrebbe avuto la possibilità di giocare sia il ruolo di ladro che quello di poliziotto in un ambiente in cui auto e civili obbediscono alle regole. Riuscite a immaginare cos’è successo? La prima edizione di GTA venne chiamata in causa addirittura dal parlamento britannico per i suoi contenuti violenti. D’altronde è chiaro che all’autorità dava fastidio all’autorità.
Lo sappiamo, giocare (!) il ruolo di fuorilegge è immensamente più divertente, ti permette di proiettarti nell’idea di fare quello che vuoi, anche del male. Il ruolo del poliziotto è invece sottomesso dalle sue stesse leggi e non può fare altro che applicarle e rinforzarle. Ci è voluto poco poco a farlo diventare uno dei titoli più venduti nella storia dei videogame, mentre gli psicologi che studiavano il fenomeno ci hanno spiegato che è un errore credere che i videogiochi violenti ispirino la violenza. La mente umana è leggermente più complessa di quel che pensano i bigotti.
Ma si faccia attenzione, GTA non vende tantissimo solo perchè è un gioco superbo. Vende anche perchè gode dell’effetto del deadvertising: una strategia di mercato che prevede scandali mediatici, controversie pubbliche, manifestazioni anti-violenza e chi più ne ha più ne metta. Se veramente la Chiesa volesse opporsi a GTA quindi il miglior servizio che farebbe sarebbe stare allegramente zitta.
Inoltre, gli sbraiti della fondazione clericale non sono solo inutili e ingenui, ma pure dannosi. Ma come: si sbraita contro la crisi economica, il dumping salariale e la disoccupazione giovanile e si caccia un negozio incredibilmente apprezzato dal tessuto sociale? Non stiamo parlando di una gioielleria, bensì di videogiochi: il medium che non solo ha lasciato un impatto culturale nella nostra storia recente, ma ha anche forgiato una comunità importantissima,che coinvolge giovani e adulti da ormai qualche generazione. Che invece di chiudersi in casa e basta, frequentando posti come il GamesArena parlano, si confrontano, si aggiornano. È un modo vitale di fare aggregazione.
La Fondazioneinvece si barrica nelle sue stanze e dietro i codici di legge, tratta il quartiere Maghetti esclusivamente come un bene privato invece che farlo sentire veramente come un luogo di ritrovo pubblico. È chiaro, GTA oranon minaccia più l’immacolata immagine della Fondazione Maghetti. Ma, lasciatecelo dire, che ipocrisia opporsi ai videogiochi violenti: e se volessimo riflettere quanto nella storia della Chiesa ha contato la retorica del conflitto e della guerra “giusta”? Come è corta la memoria! E però sono proprio i vescovi che per legittimarsi si vantano di essere l’istituzione più antica d’Europa, senza mai dire di averla anche messa a ferro e a fuoco.
Ripetiamolo: la cacciata di GamesArena è uno scandalo.

Timothy Hofmann, Filippo Contarini