La bottega della cittadinanza. La libertà, ci ha ripetuto senza mai stancarsi il Signor G, non è star sopra un albero: è partecipazione.
Si capisce che non è per i sognatori: troppo lontani dalla realtà.
Piuttosto è per chi sa immaginare e poi fare.
Superando i confini e l’indifferenza.

Un altro signore, vestito di bianco, che si fa chiamare Francesco, ci ammonisce: oggi domina la globalizzazione dell’indifferenza. Libero è e sarà chi la supera e fa.
Meglio, allora, adoperarsi per farle incontrare le differenze, avendo ben in capo una cosa, che nessuna crisi economica potrà togliere all’uomo che vuol essere cittadino: la memoria. E questo ci propongono le Officine d’Elsa di Francesco Chiantese con il progetto “Questione di cittadinanza”: un teatro canzone che sa collegare gli uomini-cittadini che stanno al di qua e al di là di un muro, quello del carcere della Ranza di San Gimignano.
L’idea è geniale: chi sta di qua dal muro lavora alla produzione di uno spettacolo. Chi sta di là fa la stessa cosa. Poi ci si incontra a mezza via e quello spettacolo, fatto di racconti e di canzoni, lo si rappresenta assieme. Un documentario sonoro e un disco testimonieranno a chi non l’avrà visto e a chi non ci sarà stato che quello spettacolo sarà stato possibile. E la memoria diventerà di tutti. Qual è il di qua e quale il di là del muro, decidetelo voi.
Vi diamo un aiuto: la cittadinanza si costruisce piano piano, giorno per giorno, stando a bottega, come bravi artigiani umani.

articolo di @colombodario