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La Bologna di Matteo Bortolotti

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La Bologna di Matteo Bortolotti

Bologna è una di quelle città capaci di assumere mille forme diverse, quasi riuscisse a trasformasi in base alla persona che le chiede di essere accolta. Sa essere goliardica, sorridente, malinconica, simpatica quasi come fosse il tuo migliore amico e poi sa essere tremenda, fredda e affilata come la lama di un coltello.

Non a caso Bologna è centro di un forte e coinvolgente movimento di scrittori di noir. Ve ne cito uno? Carlo Lucarelli, per esempio. Oggi però non parlo di lui, per quanto bravo e grande sia. Il libro che ci porterà in giro per Bologna oggi è Questo è il mio sangue, di Matteo Bortolotti.
Paura, eh?!

Immaginatevi una sera bolognese autunnale. Si parte dal centro e si viaggia verso la periferia. La nebbia rende tutto evanescente e ogni cosa perde i propri tratti distintivi e confine. Fa freddo, molto freddo. E’ questa la Bologna di Walter Maggiorani, il protagonista del romanzo. Si tratta di un ex sacerdote dall’animo tagliente e tormentato. La sua vicenda si intreccia con molte altre e vi porta giù, sempre più giù, come in un vortice di emozioni che sapranno catturarvi e portarvi dentro al libro, dentro quella Bologna che non è quella dei portici e del centro. Io non sono mai stata una grande appassionata di noir, fatta eccezione per Agatha Christie e Siménon, ma la scrittura di Matteo Bortolotti è capace di prendermi. Non solo… sa farmi venire voglia di vivere una Bologna quotidiana, che è proprio quella in cui si ritrova lo scrittore stesso.

La sua Bologna è capace di far pensare il lettore e porta la sua mente in quella “B side” che tante città celano e nascondono dietro centri storici speciali e meravigliosi. E’ un libro che ci fa riflettere su quanto è nascosto sotto lo zerbino delle pulitissime entrate delle nostre vite.

Il mio consiglio è proprio quello di concedervi una giornata Bolognese standard, che inizi proprio da San Petronio e continui magari verso il Portico dei Servi. Sarebbe bello poi prendere un autobus che faccia spola dal centro alla periferia, sedersi in disparte e leggere, mentre si viaggia, le parole di Questo è il mio sangue. Una volta arrivati in periferia, al capolinea, tornate indietro verso quel centro storico dal color mattone, capace di scaldarvi anche con l’ultimo raggio di luce solare presente nei pomeriggi d’inverno. Non dimenticate mai, però, quella periferia dalle mille storie e dai mille misteri.

di Giovanna Malfiori