Italo Cameracanna, il mestiere del foley

Italo Cameracanna, il mestiere del foley

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Italo Cameracanna, il mestiere del foley. Con questo articolo ho il piacere di iniziare una nuova rubrica sull’artigianato del suono. E’ sempre molto complesso riuscire a fissare incontri e appuntamenti con professionisti impegnati, ma cercherò di fare del mio meglio per offrirvi periodicamente incontri come questo. Ogni articolo/intervista è dedicata ad uno dei tanti ruoli nella produzione audio e video professionale.


Il foley è l’arte di registrare in studio tutti i suoni “prodotti dall’uomo” che, nella presa diretta durante le riprese di un film, non sono venuti con la dovuta precisione. Dai passi, al fruscio dell’abbigliamento, a qualsiasi altro rumore prodotto dall’attore.

Arte che inizia un secolo fa, con l’introduzione del sonoro nei film, arte che si evolve con l’evolversi dei sistemi di registrazione. Prende il nome dal primo artista che si è occupato di questo “nuovo ruolo” nel 1914, Jack Donovan Foley.

Se siamo abituati a immaginare le sale di ripresa in studio come dei luoghi spaziosi, puliti, e con cavi ben stesi pronti a registrare voci e strumenti musicali, una sala per il foley è l’opposto di tutto questo. Sembra una via di mezzo tra un negozio di cianfrusaglie usate e un ferri vecchi. È possibile trovarci di tutto. È un luogo affascinante proprio per quella quantità di scarpe, catene, mazzi di chiavi, spade, borse di cuoio, briglie, bacinelle con terra, bacinelle con sabbia, sacchi di sale grosso, mucchi di giornali, palloni, palloncini, porte di auto, lamiere e tanti tanti altri oggetti. Alcuni per registrare proprio il loro rumore, altri per simulare altri suoni. Non ci si rende conto di quanti siano i suoni non reali, fin quando non si vedono registrare dal vivo.

Italo Cameracanna è uno dei più grandi foley artist italiani. Non solo per importanti lavori nel settore italiano degli ultimi anni, ma anche per grandi opere internazionali apprezzate in tutto il mondo. Il foley fa parte, infatti, della colonna internazionale, cioè di quella parte di suoni che restano invariate in tutte le nazioni, indipendentemente dalla lingua.

52 anni di attività, da Maciste al Il Sorpasso, L’Armata Brancaleone, Uccellacci Uccellini, Totò D’Arabia, Quièn Sabe, C’era Una Volta Il West, Lo Chiamavano Trinità, Malizia, Rugantino, Fantozzi, Amici Miei, e tantissimi altri, lavorando con i più grandi registi che hanno rappresentato l’eccellenza del cinema italiano. Una conferma di professionalità rinnovata ogni giorno, un artista del suono che continua ad essere scelto dai grandi di oggi.

Una giornata in studio con Italo è un’esperienza entusiasmante, poter assistere alla ricerca sonora ispirata dalle immagini proiettate sul grande schermo in sala, la precisione di esecuzione dei movimenti, l’adattamento allo stile degli attori, la grande umanità.

Nel video c’è una breve descrizione del foley, il racconto di come Italo ha conosciuto e iniziato questo mestiere e delle immagini del Maestro all’opera.

articolo di Fausto Demetrio

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